Ucraina alla presidenza InCE nel 2027, Rojc: «Solidarietà concreta dal Friuli Venezia Giulia»

Sbloccare l’iter per l’extradoganalità del porto di Trieste e rafforzare i collegamenti ferroviari con Lubiana, Zagabria e Belgrado. Sono i passaggi richiamati dalla senatrice Tatjana Rojc (Pd), segretaria della commissione Politiche europee del Senato, intervenuta a Roma alle celebrazioni per il trentennale dell’istituzione del segretariato esecutivo dell’Iniziativa Centro Europea, InCE.
Rojc riconosce la prospettiva indicata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani sul ruolo di Trieste nel corridoio indo-mediterraneo, ma chiede di accompagnarla con decisioni concrete. Il riferimento è all’extradoganalità del porto, il cui percorso, secondo la senatrice, attende da anni una risposta del Governo italiano.
L’intervento lega il futuro dello scalo alla cooperazione europea, al sostegno all’Ucraina e all’integrazione dei Balcani, individuando in Trieste un punto di raccordo tra queste prospettive.
«Corretto l’approccio di Tajani, ma da concretizzare»
La posizione di Rojc sul porto parte da un apprezzamento per l’impostazione del ministro degli Esteri.
La senatrice definisce «corretto l’approccio del vicepresidente del Consiglio Tajani sul ruolo di Trieste nel corridoio indo-mediterraneo», indicando però la necessità di tradurre questa visione in un avanzamento del percorso amministrativo e politico.
La richiesta è esplicita: concretizzare quella prospettiva «sbloccando l’iter per l’extradoganalità del porto che attende da anni una risposta dal governo italiano».
Il richiamo porta quindi al centro del confronto una questione che Rojc considera ancora aperta. Nella sua lettura, il riconoscimento della funzione internazionale di Trieste deve trovare riscontro nelle scelte che riguardano lo scalo.
La ferrovia verso Lubiana, Zagabria e Belgrado
Accanto al tema portuale, Rojc richiama quello delle connessioni terrestri e, in particolare, del collegamento ferroviario tra Trieste, Lubiana, Zagabria e Belgrado.
La senatrice considera funzionale a questa prospettiva la posizione espressa dal segretario generale dell’InCE, Franco Dal Mas, sul potenziamento della linea.
Porto e ferrovia vengono così inseriti nello stesso ragionamento: il ruolo di Trieste nel corridoio indo-mediterraneo si accompagna alla necessità di rafforzare i rapporti e i collegamenti con l’Europa centro-orientale e con l’area balcanica.
Il suo intervento non indica un cronoprogramma o singoli interventi infrastrutturali, ma sostiene la direzione di lavoro richiamata da Dal Mas.
Il trentennale del segretariato esecutivo InCE
Le dichiarazioni arrivano in occasione delle celebrazioni romane per i trent’anni dall’istituzione del segretariato esecutivo dell’Iniziativa Centro Europea.
All’appuntamento hanno preso parte il ministro Tajani e il presidente della commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, in collaborazione con il segretario generale dell’InCE Franco Dal Mas e il presidente dell’Istituto Affari Internazionali, Michele Valensise.
Rojc esprime inoltre «apprezzamento per il lavoro della sede istituzionale a Trieste e del precedente segretario generale Roberto Antonione», riconoscendo il contributo dell’attività svolta nel capoluogo giuliano al percorso dell’organizzazione.
L’Ucraina alla presidenza nel 2027
Una parte centrale della riflessione riguarda la presidenza ucraina dell’InCE nel 2027, che la senatrice interpreta come una conferma del valore del progetto di cooperazione.
«La presidenza InCE dell’Ucraina del 2027 conferma la forza e lungimiranza di un progetto che negli anni è divenuto sempre più concreto e che nel trentennale celebriamo con grande convinzione», afferma.
Il riferimento all’Ucraina si accompagna al riconoscimento degli aiuti provenienti dal Friuli Venezia Giulia. Per Rojc, il sostegno a un Paese provato dalla guerra rappresenta una manifestazione tangibile dei legami tra comunità.
«Gli aiuti che partono dal Friuli Venezia Giulia per un Paese provato dalla guerra sono prova concreta della solidarietà tra popoli che condividono valori e aspirazioni», sottolinea.
L’ingresso dei Balcani e la stabilità europea
Lo sguardo della senatrice si allarga infine al completamento del percorso di integrazione europea.
Rojc sostiene che il processo di collaborazione e riunificazione seguito al nuovo assetto europeo debba proseguire con l’ingresso dei Balcani, che considera essenziale per la stabilità dell’area.
Nelle sue parole, si tratta di un territorio «insidiato da influenze esterne»: una valutazione con cui richiama il significato politico e strategico dell’integrazione.
La prospettiva europea dei Balcani, il sostegno all’Ucraina e il rafforzamento delle connessioni trovano così un punto comune nel suo intervento. Per Trieste, la richiesta al Governo resta quella di dare seguito al ruolo internazionale riconosciuto alla città, a partire dal percorso sull’extradoganalità del porto.
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