Matteoni (FDI): “La mostra degli esuli al Vittoriano onora la memoria di oltre 300 mila Giuliani e Dalmati”

“Ho partecipato con profonda emozione all’inaugurazione della Mostra degli Esuli Dalmati, Istriani e Fiumani (MEDIF) al Vittoriano, insieme al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai colleghi Federico Mollicone e Carlo Mascaretti” – dichiara l’onorevole Nicole Matteoni, deputato e segretario provinciale di Fratelli d’Italia Trieste.
L’esposizione, organizzata grazie al lavoro di FederEsuli e delle associazioni del ricordo, rappresenta un tributo alla memoria degli oltre 300 mila italiani costretti all’esilio dopo la tragedia delle foibe. “Questa mostra – spiega Matteoni – offre a tutti gli italiani e ai visitatori della Capitale la possibilità di conoscere da vicino una pagina dolorosa della nostra storia, attraverso immagini, documenti e testimonianze d’epoca rese vive dalle nuove tecnologie.”
Allestita nella Sala del Grottone del Vittoriano, in piazza Venezia, la mostra diventa parte integrante del percorso museale dedicato all’unità nazionale. “Ampliare l’iconografia del Vittoriano per includere l’esodo di istriani, dalmati e fiumani – aggiunge Matteoni – è un passo di grande significato storico, che chiude idealmente il lungo processo di riconoscimento e storicizzazione del nostro popolo giuliano-dalmata.”
La deputata triestina ha voluto esprimere la sua riconoscenza verso tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa: “Ringrazio FederEsuli, il Coordinamento Adriatico, il Centro di Documentazione Multimediale, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l’architetto Massimiliano Tita, i Ministeri competenti e il Ministro Giuli per la sua presenza, insieme alla Direttrice generale Edith Gabrielli per l’eccellente allestimento.”
“Questo è l’inizio di un nuovo percorso di valorizzazione culturale che culminerà con il Museo del Ricordo di Roma”, conclude Matteoni. “Sono orgogliosa che questo Governo abbia voluto dare voce e spazio alla nostra storia. Non dimenticheremo mai le nostre radici, perché ogni vero italiano è anche dalmata e giuliano.”
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