Spagnolo(FNV) contro Fedriga: “Su Vannacci abbassi i toni. Fatti, non parole”

“Spiace leggere gli attacchi che il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sferrato, a freddo, nei confronti del generale Roberto Vannacci: auspico che i toni restino nel campo del rispetto e del confronto politico”.
È quanto afferma in una nota la consigliera regionale Maddalena Spagnolo (Futuro Nazionale), evidenziando che “ogni cittadino ha il diritto di esprimere le proprie idee politiche e di proporre i programmi che ritiene e nel modo che ritiene, purché nella legalità, così come naturalmente fanno il generale Vannacci e Futuro Nazionale. Entro questi confini, nessuno ha titolo per dire cosa gli altri possano o non possano dire. Peraltro, non mi pare che in passato il linguaggio e i toni del partito del presidente Fedriga siano stati proprio i più edulcorati”.
“Per quanto riguarda il cosiddetto inganno - prosegue Spagnolo - non vedo alcuna corrispondenza con quanto detto o fatto dal generale Vannacci; piuttosto, se dobbiamo cercare inganni nella politica di questi giorni, la vedo nella mancata approvazione della legge elettorale con le preferenze che sottrae ai cittadini il potere di scelta diretta, dovuta anche ai franchi tiratori del Centrodestra”.
“Ho aderito con orgoglio a Futuro Nazionale - aggiunge - e lo rappresento in Consiglio regionale, condividendone valori e linee chiare. Come me, tanti cittadini credono che con determinazione, buon senso e pragmatismo si possano dare le risposte che servono ai territori, in primis la remigrazione con il rafforzamento delle politiche di rimpatrio per chi non ha diritto a rimanere nello Stato”.
“La legislazione italiana, del resto, fornisce già un quadro normativo che distingue nettamente tra immigrazione legale e illegale - D.Lgs. 286/98 che prevede agli artt.13, 14, 15, 16 e 19 l’espulsione per motivi di ordine pubblico, ingresso o permanenza irregolare e reati gravi, garantendo al tempo stesso tutele invalicabili per minori, donne incinte, persone con malattie gravi e chi rischia persecuzioni o trattamenti disumani nel Paese di origine - e non è dunque un’illusione ma l’applicazione dei principi di uno Stato di diritto che separa chi contribuisce legalmente alla società da chi ne viola le regole o ne rappresenta un pericolo. Definire illusoria questa funzione essenziale dello Stato - incalza Spagnolo - è una distorsione del dibattito pubblico, che trasforma una doverosa prassi di sovranità in un tabù”.
“A questo proposito, Futuro Nazionale ha messo sul tavolo proposte precise: più centri per i rimpatri, accordi bilaterali più stringenti con i Paesi di origine, piena applicazione delle nuove regole europee per il trasferimento verso Paesi terzi sicuri. Misure concrete e verificabili, non slogan da campagna elettorale come ben sa il presidente Fedriga. Le critiche spesso sono facili - conclude l’esponente vannacciana - mentre le soluzioni un po’ meno: il tema dei rimpatri è complesso ma la complessità non può diventare una resa”.
ACON/COM/red
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