Guerra in Medio Oriente, AVS Fvg attacca: «La pagheranno famiglie e imprese»

Dura presa di posizione di Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana, sul conflitto in Medio Oriente e sulle possibili conseguenze economiche per l’Europa e per l’Italia.
In una nota, Badin denuncia quella che definisce una guerra «criminale», attribuendone la responsabilità al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
«Il prezzo della guerra criminale scatenata in Medio Oriente lo pagheranno, ancora una volta, cittadini e imprese», afferma Badin. «Una guerra folle voluta da Benjamin Netanyahu, ricercato per crimini di guerra, e da Donald Trump, miliardario megalomane che ha scambiato la grandezza dell’America con il bullismo globale».
Il rischio di nuove ricadute economiche
Secondo il segretario regionale di Sinistra Italiana, il conflitto rischia di avere conseguenze pesanti anche sul piano economico.
Badin sottolinea come, mentre il conflitto si intensifica, «il petrolio abbia superato i 100 dollari al barile» e il prezzo del gas in Europa sia aumentato «in pochi giorni di circa il 50%», con il rischio di aprire una nuova fase di stagflazione.
«Ancora una volta – prosegue – il conto lo pagheranno famiglie e imprese, già provate dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina».
Nella nota viene inoltre criticato il ruolo di alcuni settori economici che, secondo Badin, trarrebbero vantaggio dal conflitto: «Chi ci guadagna sono sempre gli stessi: l’industria delle armi e i grandi esportatori di gas naturale liquefatto statunitensi».
L’appello al governo e al mondo produttivo
Il segretario regionale di Sinistra Italiana chiede quindi al governo italiano di assumere una posizione più incisiva sul piano internazionale.
«Cosa dice il governo di fronte a questa rapina? Come difende cittadini e imprese italiane? Per il momento sentiamo solo frasi di circostanza», afferma Badin.
La richiesta è quella di un’azione diplomatica immediata nelle sedi europee e internazionali: «Chiediamo al governo di attivarsi urgentemente in tutte le sedi europee e presso il G7 per chiedere una immediata de-escalation, evitando di coinvolgere l’Italia in una guerra che viola la nostra Costituzione e i nostri interessi nazionali».
Infine l’appello viene rivolto anche al mondo produttivo e alle organizzazioni industriali del Friuli Venezia Giulia, invitandole a chiedere con forza la fine del conflitto.
«L’Italia – conclude Badin – deve stare dalla parte della pace, del diritto internazionale e della tutela concreta dei propri cittadini».
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