Giorno del Ricordo, il Danilo Dolci propone un abbraccio collettivo davanti al Narodni Dom
Pubblichiamo dal Comitato Danilo Dolci
Trieste democratica invita a trovarsi in via Filzi 14 per fare un simbolico abbraccio al Narodni Dom alle ore 16:30 di giovedì 10 febbraio. La cittadinanza è invitata a intervenire. Nella giornata del Ricordo, ricordiamo ciò che non bisogna dimenticare. - L’incendio e l’assalto del Narodni Dom (13 Luglio 1920) è il primo evento di violenza strutturata del Fascismo (De Felice), il simbolo più significativo dell’inizio della violenza nazionalista, razzista e fascista. Dopo la grande carneficina e l’”inutile strage” (così definita da Papa Benedetto XV) della Prima Guerra Mondiale tale evento aprì la strada alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. - Nel ventennio fascista crimini, persecuzioni e repressioni delle genti - non solo slave ma di questa area geografica - e degli antifascisti avvengono con decreti e circolari ministeriali, allestendo processi con condanne a morte con atti di legge, come per il processo Tomasič e i fucilati di Basovizza. - Poi la guerra e l'invasione della Slovenia e l’annessione della stessa al Regno d’Italia che diventa provincia italiana. - Durante l'occupazione nazista oltre agli apparati diffusi di torture della Gestapo-SS, particolarmente noto quello di piazza Oberdan, anche apparati italiani come quelli della Banda Colotti operavano a Trieste, come quello di Villa Triste a San Vito e in seguito in via Cologna. - Trieste città medaglia d’oro al valor militare e alla resistenza antifascista. - Nel maggio del 1945 l’esercito jugoslavo rinchiude diversi responsabili degli apparati fascisti anche nella caserma di Roiano. Da lì taluni vengono portati a Basovizza ed altri finiscono nei campi di lavoro. L’abbraccio simbolico al Narodni Dom vorrebbe essere dedicato allo scrittore sloveno Boris Pahor, ultimo testimone vivente che ha documentato con i suoi scritti l’inizio di quel terribile periodo della storia di queste terre. Non si può anche non parlare della barbarie delle foibe e dell’esodo degli istriani. Trieste ha il primo impatto con l’arrivo di migliaia di esuli che provengono dalla ex zona B, e il successivo Trattato di Osimo. Anche oggi come allora ci sono esigenze di pace e convivenza tra i popoli. Il nazionalismo, il sovranismo, il razzismo, l’antisemitismo, la violenza politica favoriscono le guerre. A 10 ore di macchina da Trieste si stanno effettuando manovre militari della NATO nell’Est Europa e nell’ Ucraina. Nella giornata del ricordo la Trieste democratica plurale che ha memoria ricorda alle giovani generazioni il calvario della sua storia, e dice no a tutte le guerre a cominciare da quelle a noi più vicine (vedi Ucraina). In questa occasione il Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci ritiene che sia giunto il momento di proporre che Trieste, viste le caratteristiche della sua storia, sia la Capitale Europea per la Pace e nel contempo sostiene la candidatura di Boris Pahor idealmente come sindaco onorario. Trieste ha anche le seguenti caratteristiche: a partire dai grandi della letteratura dell’inizio secolo, è stata per un decennio territorio libero a conduzione anglo-americana come Berlino, unica città dell’Europa meridionale. Qui era stata attivata anche la Risiera, unico campo di concentramento in Italia con annesso forno crematorio. Molte realtà particolarmente importanti sono presenti su questo territorio. Le stesse possono contribuire al sostegno di un simile progetto. Trieste è punto di convergenza di strutture nazionali ed internazionali utili al miglioramento della qualità della vita, comprese strutture scientifiche che possono creare ulteriori occasioni di lavoro.
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