Crociere, parcheggi e caos annunciato: Gojak (Punto Franco) accusa “Nuova stagione, stessi problemi”

Con l’avvicinarsi della stagione turistica e il ritorno delle crociere sulle Rive, torna al centro del dibattito cittadino il tema della gestione di traffico, parcheggi e mobilità. A intervenire con toni netti è il consigliere circoscrizionale di Punto Franco Luca Gojak, che sui social denuncia una situazione che, a suo dire, si ripete anno dopo anno.
“Governare vuol dire programmare”, scrive Gojak, sottolineando come, nonostante la crescita costante del turismo e la chiusura del Molo IV nota da tempo, non siano state messe in campo soluzioni adeguate.
“Nulla è stato fatto per park e mobilità”
Il punto centrale dell’intervento riguarda proprio l’assenza di una pianificazione strutturata.
“Niente si è programmato per gestire park e mobilità ed a maggio torneranno le crociere sulle Rive”, evidenzia il consigliere, mettendo in guardia su un possibile ritorno delle criticità già viste in passato.
Secondo Gojak, la questione non è essere contrari al turismo, ma governarlo:
“Quando si fanno osservazioni non si è contro il turismo, si chiede che il Comune governi i fenomeni che impattano sulla città”.
Parcheggi insufficienti e soluzioni tampone
Nel mirino anche la gestione dei parcheggi. Il nuovo park scoperto vicino al Silos, osserva, “pareggerà solamente i posti persi al Molo IV”, senza quindi rappresentare una reale soluzione al problema.
Un approccio che viene definito insufficiente rispetto alle esigenze di una città sempre più attrattiva per i flussi turistici.
Le proposte: tecnologia, navette e visione a lungo termine
Gojak non si limita alla critica, ma rilancia alcune possibili soluzioni già diffuse in altre realtà:
dalle tabelle stradali con indicazione dei parcheggi disponibili,
a una app per indirizzare i turisti già all’ingresso in città,
fino all’introduzione di navette dai parcheggi scambiatori.
Strumenti che, secondo il consigliere, dovrebbero essere parte di una strategia concreta e strutturata.
“Servono iter e tempi certi”
Il messaggio finale è chiaro:
“Idee su cui lavorare per il medio-lungo termine non a parole ma con iter e tempi certi”.
E la conclusione suona come un appello ma anche come un’accusa:
“Un’altra gestione e programmazione è possibile”.
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