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Politica

Adesso Trieste: "Una città sicura è fatta di una cittadinanza soddisfatta, coesa, aperta e fiduciosa"

Luca Marsi·
“Il Consiglio Regionale sta discutendo nella seduta odierna il nuovo Disegno di Legge sulla “Disciplina in materia di politiche integrate di sicurezza e ordinamento della polizia locale”. Relatore di maggioranza sarà il consigliere Antonio Calligaris oramai famoso per aver spiegato cosa intende lui per sicurezza dichiarando “ai migranti io sparerei”.  Abbiamo letto il testo con molte aspettative coscienti che senza sicurezza non c’è soddisfazione dei bisogni sociali e economici”. 
 
Interviene così Adesso Trieste, attraverso i suoi portavoce Giulia Massolino e Riccardo Laterza, sul tema sicurezza a seguito della presentazione del disegno proposto dalla Giunta regionale.
 
“Purtroppo nel testo troviamo la solita strumentalizzazione del senso di insicurezza della popolazione, in questo disegno di legge c’è la volontà di rileggere tutti i fenomeni sociali che stiamo vivendo esclusivamente sotto i termini di “controllo” e di “vigilanza” incentivando l’utilizzo della vigilanza professionale e della partecipazione dei “volontari per la sicurezza” nell’organizzare un sistema di “controllo di vicinato”, che potrebbe facilmente sconfinare in pratiche di delazione. Crediamo che questo sia quanto di più lontano dall’idea di comunità civile che un’amministrazione deve perseguire, demandando le attività di sorveglianza e di ordine pubblico agli organi costituzionalmente preposti e non certo alle ronde di quartiere”.
 
“Noi di Adesso Trieste crediamo che il concetto di sicurezza vada invece letto in chiave propositiva. Una città sicura è fatta di una cittadinanza soddisfatta, coesa, aperta e fiduciosa. Noi lavoreremo per una città sicura dove: i cittadini collaborano con l’amministrazione nel prendersi cura dei propri beni e dei propri spazi attraverso i patti di collaborazione. Per noi il ruolo centrale nei quartieri in difficoltà devono averlo le microaree, una presenza costante e barriera contro la solitudine e l’esclusione. Nella nostra idea di città si offrono opportunità ai giovani e si creano nuovi spazi di partecipazione, di condivisione e di conoscenza, a prescindere dai requisiti riguardanti la residenza e la cittadinanza”.

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