FVG, dopo 18 anni riparte il Parco Genetico: ricercatori tornano in sei comunità della regione
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Diciotto anni dopo il primo studio, medici e ricercatori tornano nelle comunità coinvolte nel Parco Genetico del Friuli Venezia Giulia. Prende il via il follow-up del progetto che interessa Erto e Casso, Sauris, San Martino del Carso, Resia, Illegio e Clauzetto, con l'obiettivo di raccogliere nuove informazioni, aggiornare i dati e mantenere vivo il rapporto con le popolazioni locali.
Le attività inizieranno a Sauris dal 12 ottobre, per proseguire a Illegio nel mese di novembre e a San Martino del Carso a gennaio. Successivamente sarà la volta degli altri comuni coinvolti.
Oltre 2.200 persone coinvolte nel primo studio
Il progetto è nato per studiare i fattori genetici e ambientali delle patologie e dei tratti complessi e nella sua prima edizione ha coinvolto oltre 2.200 persone distribuite nei sei territori.
Il patrimonio di informazioni raccolto ha consentito ai ricercatori, nel corso degli anni, di sviluppare numerosi studi scientifici.
Il lavoro ha portato alla pubblicazione di oltre 60 articoli su prestigiose riviste scientifiche e all'avvio di collaborazioni con importanti consorzi internazionali.
La collaborazione tra Burlo Garofolo e Università di Trieste
Il follow-up consolida la collaborazione tra IRCCS Burlo Garofolo e Università degli Studi di Trieste, con il supporto delle Fondazioni Casali e di Beneficenza Stiftung.
Nel progetto saranno impegnati numerosi giovani medici specializzandi e ricercatori, coinvolti nelle attività di studio, nella raccolta dei dati e nel confronto diretto con le comunità locali.
I ricercatori tornano nelle comunità dopo 18 anni
Gli incontri serviranno a condividere i risultati raggiunti in questi anni, ma soprattutto a raccogliere nuove informazioni.
Il coinvolgimento diretto dei cittadini permetterà di approfondire gli aspetti legati alla storia, alla cultura e alle caratteristiche genetiche dei residenti dei diversi territori.
Il nuovo percorso consentirà inoltre di aggiornare i dati raccolti durante la prima fase, verificare l'evoluzione del progetto e rafforzare il rapporto tra ricercatori, amministrazioni locali e abitanti.
«La partecipazione dei cittadini resta al centro»
«Tornare nei paesi coinvolti dopo tanti anni è un passaggio fondamentale per dare continuità al progetto e restituire alle comunità il valore delle informazioni raccolte», sottolineano i promotori.
Un percorso nel quale il rapporto con gli abitanti continuerà ad avere un ruolo centrale: «La partecipazione dei cittadini resta al centro di questo percorso».
Il calendario completo degli appuntamenti e le modalità di partecipazione saranno comunicati attraverso i canali ufficiali delle amministrazioni coinvolte.
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