sabato 29 agosto 2026
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Politica

Case popolari, PD Trieste attacca: “Alloggi sfitti e nuovi cantieri, una gestione incomprensibile”

Luca Marsi·
Case popolari, PD Trieste attacca: “Alloggi sfitti e nuovi cantieri, una gestione incomprensibile”

Il tema dell’edilizia popolare torna al centro del dibattito cittadino, con un intervento deciso di Giovanni Barbo, capogruppo comunale del Partito Democratico, che punta il dito sulla gestione attuale degli alloggi e sulle scelte strategiche in corso.

Una presa di posizione che si inserisce in un contesto già critico, aggravato da cantieri fermi e da una crescente domanda abitativa.

“Cantiere ATER di Gretta simbolo di una situazione da rivedere”

Secondo Barbo, lo stato di abbandono del cantiere ATER di Gretta rappresenta un segnale evidente delle criticità nella gestione del settore.

“Lo stato di abbandono del cantiere ATER di Gretta impone una riflessione sulla gestione dell’edilizia popolare e degli affitti”, afferma il capogruppo PD, evidenziando la necessità di un cambio di rotta.

Un caso che diventa emblematico di un problema più ampio e strutturale.

“Nuove costruzioni mentre esistono centinaia di alloggi sfitti”

Il nodo centrale dell’intervento riguarda la scelta di investire in nuove edificazioni anziché recuperare il patrimonio esistente.

“Perché, a fronte di centinaia di appartamenti sfitti, ATER sceglie di non sistemare quelli, ma di costruirne di nuovi?”, si chiede Barbo, sollevando un interrogativo diretto sulle priorità adottate.

Una posizione che mette in discussione l’efficacia delle politiche attuali, soprattutto alla luce delle migliaia di famiglie in graduatoria.

Autorecupero e risposte più rapide: la proposta

Barbo rilancia anche una possibile alternativa, richiamando strumenti già sperimentati in passato.

“Non avrebbe senso intervenire mettendo maggiori risorse sugli alloggi inagibili e riprendere la strada dell’autorecupero?”, propone, sottolineando come questa soluzione potrebbe offrire risposte più rapide, anche se parziali, a chi attende un’abitazione.

Un modello che, secondo il consigliere, consentirebbe anche una maggiore partecipazione diretta dei beneficiari.

Affitti e turismo, il nodo delle politiche regionali

L’analisi si allarga poi al mercato degli affitti privati, evidenziando una contraddizione nelle scelte regionali.

Barbo critica infatti la decisione di ridurre l’ILIA per i possessori di “prime seconde case”, sottolineando come ciò possa favorire indirettamente gli affitti brevi a uso turistico.

“Anziché agevolare chi mette sul mercato appartamenti a canone concordato, si rischia di incentivare dinamiche che allontanano soluzioni per residenti, studenti e lavoratori”, osserva.

Un tema particolarmente sensibile in una città dove la pressione turistica è in crescita.

“Serve coerenza su un tema cruciale per la città”

La conclusione dell’intervento è un richiamo netto alla necessità di una visione più chiara e coordinata.

“Urge un ragionamento complessivo e un po’ di coerenza per dare risposte concrete su un tema cruciale come quello delle politiche abitative”, conclude Barbo.

Un appello che riporta al centro una questione sempre più urgente: garantire accesso alla casa in un contesto socio-economico in evoluzione e sempre più complesso.

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