Boldrini: “Sì a stati uniti d'Europa”
"Bisogna fare di tutto per porre fine alla guerra in Ucraina. I leader mondiali dovrebbero utilizzare il loro peso politico al servizio della pace. L'Unione Europa ha la responsabilità storica di svolgere il ruolo di agente di pace anche quando i conflitti scoppiano ai suoi confini. In questo periodo assistiamo, invece, all'invio di armi in Ucraina e a una corsa agli armamenti da parte dei singoli Paesi membri. Bisognerebbe piuttosto rilanciare una politica estera comune, propedeutica alla creazione di un esercito comune europeo. In questo contesto è necessario, anzi prioritario, portare a compimento il progetto di una maggiore integrazione politica, con la definizione degli Stati Uniti d'Europa: se non ora, quando? Le conseguenze del conflitto in Italia si avvertono già sotto il profilo economico: aumentano i costi delle bollette e di beni necessari così che per alcune fasce sociali diventa più difficile arrivare alla fine del mese".
Così Laura Boldrini nel corso di un'intervista a Rainews24.
"Bisogna quindi operare delle scelte: utilizzare le risorse a disposizione per calmierare il caro energia, andando incontro alle esigenze di famiglie e imprese, oppure per comprare nuove armi? Ci sono ambiti in cui gli impegni internazionali non sempre vengono rispettati e questo viene accettato di buon grado. Mi riferisco all'aiuto allo sviluppo. L'obiettivo dello 0.70% del reddito nazionale lordo entro il 2030, con una tappa intermedia dello 0.30% entro il 2020, è stato disatteso visto che l'Italia continua a stanziare solo lo 0.22%. Per quanto riguarda l'accoglienza dei rifugiati, è certamente positiva l'applicazione della direttiva europea 55: dimostra che gli Stati membri sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità e mi fa piacere vedere anche in Italia tanta solidarietà. Mi auguro però che non si mettano in atto due standard differenti: uno per i rifugiati ucraini e un altro per quelli di altri Paesi", conclude Boldrini.
(Com/Sor/ Dire)
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