Barbo (Pd) su tragedia Porto Vecchio: «Chi aveva dovere di intervenire si ponga delle domande»

«Chi aveva il dovere istituzionale di farsi carico di una situazione che in nessun modo può ormai definirsi di emergenza si ponga delle domande». È il richiamo di Giovanni Barbo, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Trieste, dopo la morte di due persone nell’incendio in Porto Vecchio.
In un intervento sui social, Barbo sollecita una riflessione sulle responsabilità istituzionali e sulla necessità di affrontare le condizioni di chi vive nella precarietà, mettendo al centro diritti e dignità.
«Una situazione che non può più definirsi emergenza»
Il capogruppo dem parte dalla notizia delle due vittime per contestare il carattere ancora emergenziale attribuito a una situazione che, nella sua lettura, richiede da tempo una gestione stabile.
Il suo appello è rivolto a chi aveva il compito istituzionale di occuparsene: una richiesta di interrogarsi sulle risposte date e sulle condizioni nelle quali si trovano le persone più vulnerabili.
Il richiamo a chi «fa la voce grossa con gli ultimi»
Barbo rivolge quindi una critica a chi assume posizioni dure nei confronti delle persone ai margini.
«Chi fa la voce grossa con gli ultimi si interroghi e si chieda se queste persone hanno potuto avere la scelta che abbiamo avuto noi», scrive.
Un passaggio che invita a considerare le possibilità concrete di chi cerca un riparo, richiamando la distanza tra le condizioni di vita di chi dispone di alternative e quelle di chi si trova in una situazione di fragilità.
«Non si può rifiutare ogni proposta»
Il punto politico dell’intervento riguarda la ricerca di soluzioni. «Non si può rifiutare ogni proposta per cercare se non di risolvere almeno di gestire la situazione dal punto di vista dei diritti e della dignità», afferma il capogruppo del PD.
Nel post Barbo non indica singoli progetti o strutture, ma contesta quello che considera un rifiuto delle proposte avanzate per affrontare il problema. La richiesta è di assumere una responsabilità nella gestione, anche laddove non sia possibile arrivare immediatamente a una soluzione completa.
Il messaggio si conclude con un richiamo alla coscienza della comunità: «Queste morti non possono accadere nell’indifferenza in un Paese e in una città che dovrebbero essere civili».
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