Porto Vecchio, ORA attacca il Comune: «Queste vittime non erano inevitabili»

Spazi nei quali accogliere, registrare e controllare i migranti, avviando dove possibile percorsi di integrazione. È la richiesta di Salvatore Coppola, di ORA! Trieste, dopo la morte di due persone nell’incendio in Porto Vecchio. Nel comunicato diffuso lunedì 2 novembre 2026, il movimento esprime cordoglio per le vittime, descritte nella nota come due migranti, e contesta la gestione dell’amministrazione comunale.
«Queste vittime non erano inevitabili», sostiene ORA, che considera la tragedia una conseguenza della mancanza di risposte strutturali alle condizioni di chi cerca un ricovero di fortuna negli edifici fatiscenti.
La critica alla gestione del Comune
Secondo ORA Trieste, l’amministrazione non avrebbe affrontato adeguatamente né l’aspetto umanitario né quello della sicurezza, alternando l’assenza di interventi a misure temporanee.
«L’amministrazione comunale non può continuare a far finta che non esista un problema umanitario, di ordine pubblico e perfino sanitario, che causa sofferenza ai migranti e insicurezza nella popolazione», dichiara Coppola.
La critica riguarda quindi sia le condizioni delle persone prive di un riparo adeguato sia le conseguenze che, nella lettura del movimento, questa situazione produce sulla comunità cittadina.
«Offrire spazi dove i migranti vengano accolti»
La proposta indicata da Coppola è quella di predisporre luoghi nei quali organizzare l’accoglienza e la gestione delle presenze.
«Bisogna offrire spazi dove i migranti vengano accolti, registrati, controllati e, ove possibile, inseriti in un percorso di integrazione», afferma il rappresentante di ORA! Trieste.
Nel comunicato non vengono individuati edifici specifici, ma viene chiesto un approccio che tenga insieme assistenza, controllo e integrazione, superando gli interventi occasionali.
La contestazione degli sgomberi temporanei
Coppola mette infine in discussione l’efficacia delle misure adottate finora, chiedendo di cambiare metodo «invece di continuare con sgomberi temporanei e misure di facciata che, dopo qualche settimana, mostrano la loro inefficacia».
Per ORA Trieste, la risposta alla tragedia deve dunque tradursi in una gestione continuativa del problema, capace di affrontare insieme la vulnerabilità delle persone e le esigenze di sicurezza della città.
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