Lunedì sera in piazza Libertà manifestazione per le vittime del rogo

Fiori e candele in piazza Libertà per ricordare le due giovani vittime dell’incendio in Porto Vecchio. È l’appello di privati cittadini condiviso da Linea d’Ombra, che indica un appuntamento per oggi, lunedì 2 novembre, alle 18.30.
L’associazione accompagna la locandina, intitolata «Fiori e collera», precisando la propria posizione: non è Linea d’Ombra a indire una protesta. I volontari confermano invece la loro consueta presenza dalle 18 alle 20 per le distribuzioni, nel quadro delle prescrizioni ricevute.
«Con i fiori in mano, le candele accese»
«Per altre due giovani vite spezzate nel Porto Vecchio di Trieste», si legge nell’appello. Seguono le parole con cui i promotori esprimono il proprio dolore e la propria denuncia: «Sono morti annunciate. Sono vittime dell’abbandono».
L’invito è a ritrovarsi «con i fiori in mano, le candele accese e la rabbia in corpo», unendo il ricordo delle vittime alla richiesta di condizioni di vita dignitose.
«Scendiamo in strada per ricordare queste vite e per rivendicare il diritto di ogni essere umano a vivere in sicurezza e con dignità», prosegue il testo che fissa l’appuntamento in piazza Libertà.
Linea d’Ombra: «Non chiamiamo una protesta»
Nel condividere l’iniziativa, Linea d’Ombra ne chiarisce l’origine: «Privati cittadini ci mandano questo appello. Ci riempie di gioia vedere le mobilitazioni avvenire dal basso, spontaneamente».
L’associazione distingue quindi l’appuntamento promosso dai cittadini dalle proprie attività di assistenza: «Abbiamo la prescrizione per le distribuzioni. Non chiamiamo una protesta, ci saremo come sempre dalle 18 alle 20. Porteremo fiori, rabbia e solidarietà».
L’orario delle 18.30 riguarda dunque l’appello dei cittadini, mentre la presenza annunciata da Linea d’Ombra resta quella della consueta fascia di distribuzione.
Il richiamo alla coscienza e alla solidarietà
Il messaggio dell’associazione si conclude con un invito alla partecipazione personale: «Tutti hanno diritto ad agire privatamente secondo coscienza. A protestare per l’indecenza. A pretendere civiltà e rispetto delle leggi».
Al centro dell’appello restano il ricordo delle due vite spezzate e la richiesta che sicurezza e dignità siano garantite anche a chi si trova senza un riparo.
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