Barbo freddo sulle zone rosse ma Bernobich rilancia: “Trieste va difesa metro per metro” (VIDEO)

Nella serata di lunedì 25 marzo 2025, la diretta di Trieste Cafe ha ospitato un confronto serrato tra due volti noti della politica triestina: Giovanni Barbo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, e Stefano Bernobich, capogruppo della Lega. A condurre l’incontro, il giornalista Luca Marsi, che ha guidato il dibattito con domande puntuali su uno dei temi più caldi: la sicurezza urbana.
Barbo: “Le zone rosse sono un palliativo, i dati lo dimostrano”
Giovanni Barbo ha aperto il confronto sottolineando l’inefficacia delle zone rosse: «Il comandante della Polizia Locale ci ha parlato di soli 5 allontanamenti a fronte di 686 controlli: un dato che parla da sé». Secondo il capogruppo dem, la vera emergenza è la mancanza di una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio. «Servono più risorse, più agenti e un coordinamento organico. Le misure attuali, comprese le sospensioni di Schengen, non fanno che togliere personale utile dal territorio».
Bernobich: “Serve presidio costante, anche con il controllo del vicinato”
Di tutt’altro avviso Stefano Bernobich, che ha difeso le misure messe in campo dalla maggioranza, comprese le zone rosse e i gruppi di controllo del vicinato: «Queste iniziative non sostituiscono le forze dell’ordine, ma le supportano. Anche io, da cittadino, giro per i giardini, segnalo anomalie: è senso civico». Sulle ronde, ha precisato: «Parliamo di cittadini organizzati in gruppo, che con la sola presenza dissuadono chi vuole delinquere, soprattutto nelle periferie».
Ronde sì o ronde no? Lo scontro si accende
Il momento più acceso è arrivato quando Barbo ha messo in dubbio la legittimità delle “ronde”: «Il controllo del vicinato, previsto dalla normativa, non è quello che qualcuno descrive. Non si tratta di andare in giro a osservare gli altri, ma di una collaborazione passiva e informale». Bernobich ha ribattuto: «La presenza disincentiva il crimine. Basta anche solo esserci: quando la gente è in zona, certi comportamenti spariscono, dalle deiezioni canine al degrado più grave».
La sicurezza è solo un problema di presenza o anche di approccio?
Entrambi gli esponenti hanno convenuto sull’importanza della sicurezza urbana, ma da prospettive diametralmente opposte. Barbo punta a un rafforzamento istituzionale delle forze dell’ordine, Bernobich insiste sul coinvolgimento attivo della cittadinanza e su un presidio più visibile e costante, anche tramite strumenti innovativi.
Il dibattito ha offerto ai cittadini una chiara visione delle posizioni politiche contrapposte, confermando quanto il tema della sicurezza continui a essere uno dei più divisivi e sentiti in città.
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