Assegno unico, vittoria della UIL FVG: il governo cambia la norma

Per evitare la condanna della Corte di Giustizia, il governo include i figli dei residenti all’estero e rimuove il requisito di due anni di residenza in Italia
Il reclamo alla Commissione europea inoltrato nel 2022 dalla UIL del Friuli Venezia Giulia a tutela dei lavoratori frontalieri esclusi dalla misura dell’Assegno unico e universale, e la conseguente procedura di infrazione contro l’Italia avviata nel 2023 dalla stessa Commissione, hanno ottenuto l’obiettivo desiderato.
“In commissione Bilancio della Camera è stato depositato un emendamento ‘bollinato’ al decreto Pnrr che estende il diritto all’Assegno unico anche per i figli residenti all’estero del lavoratore comunitario in Italia, e rimuove il requisito dei due anni di residenza del lavoratore”, spiega Michele Berti, responsabile del Dipartimento internazionale della UIL del Friuli Venezia Giulia, che ha curato il reclamo iniziale.
“Si rimuove così per il governo – continua Berti – il pericolo di una condanna da parte della Corte di giustizia europea, dopo che la Commissione ci aveva dato ragione, rilevando che la norma sull’Assegno unico introdotta nel 2022 violava il diritto dell'Ue in quanto non tratta i cittadini comunitari allo stesso modo, il che si qualifica come discriminazione”.
“Restano da chiarire ancora alcuni aspetti, come ad esempio il problema degli arretrati – conclude il sindacalista –, ovvero quello che le lavoratrici e i lavoratori frontalieri avrebbero dovuto prendere dal 2022, ma non hanno preso a causa di requisiti discriminatori inseriti nella norma”.
Si tratta di una decisione che impatta principalmente sui lavoratori frontalieri impiegati in Friuli Venezia Giulia (unica regione italiana a ospitare un flusso consistente di pendolari in ingresso), che possono essere anche cittadini italiani residenti in Slovenia e Croazia, ma che lavorano in Italia.
“Siamo di fronte a una modifica che finalmente va nella direzione di eliminare ogni discriminazione a danno dei lavoratori frontalieri impiegati nel mercato regionale – commenta segretario generale UIL del Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn –, condizione per favorire l’emersione delle ancora troppe posizioni lavorative irregolari. La UIL continuerà a monitorare la situazione, e informare tempestivamente tutti i lavoratori non appena saranno date disposizioni pratiche per fare domanda di Assegno unico”, conclude il segretario.
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