Acqua pubblica e maxi utility regionale, Azione lancia l’allarme: “Trieste rischia il caos” (VIDEO)

Si è svolta in Porto Vecchio, nell’area di Largo Città di Santos, la conferenza stampa organizzata da Azione Trieste sul futuro del servizio idrico integrato e sulla discussione legata alla possibile creazione di una multiutility regionale.
Al centro del confronto, le ipotesi emerse nelle ultime settimane sulla gestione dell’acqua, delle fognature e della depurazione nel territorio triestino.
“Segnali preoccupanti”
A spiegare le motivazioni dell’iniziativa è Arturo Governa, segretario comunale di Azione.
“Una conferenza stampa per dare un messaggio rispetto ai segnali preoccupanti che emergono dal dibattito pubblico sulla scadenza dell’affidamento del servizio idrico integrato nel Comune di Trieste”, afferma.
Secondo Governa, desta particolare preoccupazione la prospettiva di una gestione “in house” attraverso una multiutility regionale.
La critica alla “demonizzazione del privato”
Nel suo intervento, Governa critica anche il tono del dibattito politico.
“Non possiamo condividere il taglio demagogico di chi prova a legare il costo delle bollette dell’acqua a scelte del privato”, sottolinea, parlando di una “demonizzazione” che rischierebbe di semplificare un tema molto complesso.
Azione ribadisce invece la necessità di garantire “trasparenza e concorrenza” nella gestione di un bene pubblico fondamentale come l’acqua.
“Non ci sarebbero risparmi per i cittadini”
Sulla questione è intervenuto anche Francesco Cervesi della segreteria comunale di Azione.
“Il servizio idrico integrato non riguarda solo l’acquedotto, ma anche fognatura e depurazione”, ricorda.
Secondo Cervesi, una gestione regionale interna non comporterebbe benefici economici concreti per i cittadini, anche perché le tariffe vengono fissate attraverso criteri nazionali.
“Servono anni e centinaia di milioni”
Molto duro anche il passaggio relativo agli aspetti tecnici e industriali.
Per Cervesi, costruire da zero una struttura capace di gestire un sistema complesso come quello triestino richiederebbe tempi lunghi e investimenti enormi.
“Ci vorrebbero anni e centinaia di milioni di euro”, afferma, sottolineando come la rete triestina comprenda anche due depuratori e infrastrutture considerate altamente articolate.
Secondo Azione, risorse che la Regione dovrebbe destinare ad altre priorità.
Il nodo del futuro del servizio idrico
Nel documento presentato vengono evidenziate anche le complessità storiche e tecniche del sistema idrico triestino, definito una realtà unica per conformazione territoriale, rete fognaria e infrastrutture.
Da qui la posizione netta del partito: contrarietà alla gestione in house e sostegno a un modello che mantenga criteri di efficienza, competenza industriale e continuità operativa.
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