mercoledì 30 settembre 2026
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Politica

“25 aprile non sia festa divisiva, ma celebrativa della libertà”

Luca Marsi·
“Un 25 aprile fuori dall’ordinario, quello che commemoriamo quest’anno, finalmente in presenza. Fuori dall’ordinario perché cade in una contingenza storica che vede un popolo che una mattina si è svegliato trovando l’invasore in casa propria. La Resistenza di oggi è la Resistenza ucraina, e oggi come allora non essere indifferenti ma prendere posizione è obbligatorio. Prendere posizione a favore della libertà e della democrazia, contro i deliri neo-zaristi e le folli rivendicazioni di un autocrate. Neneisti e pacifisti dell'ultima ora si convincano che la loro posizione conduce alla resa, non alla vittoria della libertà contro l'oppressore, e prendano atto che la pace è un fine, non il mezzo".
 
Lo scrive in una nota il senatore di Forza Italia Franco Dal Mas. 
 
"E proprio in questo 25 aprile celebriamo anche la stra-vittoria di Macron e la netta sconfitta non solo della sua avversaria filo-russa, ma dell’internazionale lepenista, orbaniana, trumpiana. Ha vinto l’europeismo, ha vinto chi ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle istituzioni continentali, soprattutto in questi due anni. Un’Europa che ha certo limiti, ma che resta un baluardo per il presente e il futuro, con buona pace di sovranisti e populisti", prosegue il senatore azzurro. 
 
"E allora buon 25 aprile a tutti gli italiani. Perché di tutti è questa festa. La nostra Resistenza vide combattere insieme cattolici, comunisti, socialisti, azionisti, liberali, monarchici. Non erano di una parte sola, ma erano tutti dalla stessa parte: la libertà. Poi certa sinistra si è appropriata con arroganza di questa ricorrenza, incontrando la miope accettazione degli altri. Un doppio errore che ha indebolito il senso e il significato di una celebrazione che è patrimonio costitutivo della nostra Repubblica grazie all’apporto delle migliori tradizioni politiche italiane.

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