Rosolen al Global Event: "La memoria deve diventare coscienza e azione collettiva"

Rosolen al Global Event: "La memoria deve diventare coscienza e azione collettiva"

 "Se resta viva la memoria diventa coscienza. E la coscienza, sostenuta da politiche educative solide e inclusive lungo tutto l'arco della vita, diventa prevenzione e quindi azione". Così l'assessore al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, intervenendo oggi al Roundtable Global Event promosso in occasione della Giornata internazionale della Memoria, dedicato al tema From Memory to Action: Learning Cities & Intercultural Dialogue. L'incontro, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e accademici internazionali, è stato promosso per rafforzare il ruolo delle Learning Cities come luoghi di educazione permanente, dialogo interculturale e contrasto a ogni forma di odio e discriminazione. Rosolen ha richiamato il significato profondo della Giornata della Memoria: "Il nostro pensiero oggi va alle vittime dell'Olocausto, ma anche a tutte le persone che, ancora oggi, in ogni parte del mondo, si sentono perseguitate per la loro appartenenza etnica o religiosa". L'assessore ha poi espresso preoccupazione per i segnali di indebolimento della partecipazione e dell'attenzione collettiva: "Per la prima volta dopo decenni, oggi la cerimonia alla Risiera di San Sabba a Trieste è stata meno partecipata - ha fatto notare -. È un segnale che parla di un contesto globale difficile e del rischio di assuefazione di fronte a eventi che hanno superato la capacità di confronto e di lavoro comune". 
Rosolen ha ricordato l'impegno concreto della Regione: "Negli ultimi tre anni il Friuli Venezia Giulia ha stanziato oltre un milione di euro per iniziative legate al Giorno della Memoria e al Giorno del Ricordo - ha ricordato -. L'assenza delle scuole alle commemorazioni di oggi è un fatto che interpella tutti noi, perché l'educazione resta lo strumento principale di prevenzione". 
L'assessore ha quindi richiamato il contesto internazionale attuale: "Nel 2026 esistono ancora Stati che predicano la distruzione dello Stato di Israele. La propaganda continua ad alimentare ignoranza, antisemitismo, odio e intolleranza. Dopo l'attacco del 7 ottobre 2023, in tutta Europa si sono registrate ondate di violenze e vandalismi contro persone e istituzioni ebraiche: un fenomeno documentato che non può essere sottovalutato". Da qui l'impegno a proseguire il lavoro sulla memoria e sull'educazione: "Abbiamo il dovere di continuare a investire su conoscenza, confronto e trasmissione dei valori alle giovani generazioni. Continuare a imparare significa non accettare semplificazioni, stereotipi e linguaggi che disumanizzano" ha sottolineato Rosolen. 
L'assessore ha ribadito la linea della Regione "che continuerà a segnalare e contrastare ogni forma di odio. Quando è sostenuta da politiche educative inclusive, la memoria diventa responsabilità collettiva e azione concreta". Rosolen ha voluto esprimere un ringraziamento ai promotori e ai partner istituzionali coinvolti: "Ringrazio il sindaco di Modi'in-Maccabim-Re'ut per l'impegno, il vicesindaco di Trieste che ha voluto seguire questo percorso insieme alla Regione Friuli Venezia Giulia e il sindaco di Gorizia, al termine di un anno intenso di conoscenza e reciprocità legato all'esperienza della Capitale europea della cultura. Un ringraziamento particolare va a Orna Mager per la determinazione con cui porta avanti questo progetto, ai rappresentanti del Ministero degli Affari esteri israeliano, di Yad Vashem e a tutti i sindaci e partner europei presenti nell'incontro di oggi".
ARC/PT/Ma