Trieste, dal fenicottero rosa a una community fedelissima: il successo della Domenica Bestiale (VIDEO)

La domenica Bestiale continua a crescere e l’ultima serata sul mare ha rappresentato uno dei momenti più partecipati della stagione. A raccontare il successo del format sono stati Alberto Sassonia e Andrada Bogdan, ospiti della diretta condotta da Luca Marsi, durante una lunga conversazione dedicata alla movida triestina, alle nuove abitudini del pubblico e al futuro degli appuntamenti domenicali.
Un progetto nato con l’obiettivo di dare nuova energia a una giornata che, fino a pochi anni fa, veniva considerata quasi marginale nel calendario del divertimento cittadino. Sassonia ha ricordato proprio le origini della Domenica Bestiale, spiegando che l’idea iniziale era quella di «smuovere un po’ Trieste in un giorno che era veramente calma piatta». Da lì la scelta di costruire un’identità precisa, a partire dalla comunicazione e da quel fenicottero rosa che è diventato il simbolo immediatamente riconoscibile del format.
Il fenicottero come simbolo di libertà
A spiegare il significato del simbolo è stata Andrada Bogdan. «Perché segna la libertà. Alla fine la domenica è questo: il giorno della libertà delle persone», ha raccontato durante la trasmissione.
Una scelta grafica diventata nel tempo qualcosa di più di un semplice elemento promozionale. Il fenicottero accompagna infatti l’intera identità della Domenica Bestiale e, insieme al nome, ha contribuito a trasformare una serie di appuntamenti in un format riconoscibile.
Il risultato, secondo gli organizzatori, è la nascita di una vera community.
«Ogni domenica si vedono molto spesso le stesse facce, le stesse persone e sono proprio le stesse persone che creano quella che è la Domenica Bestiale», ha spiegato Bogdan, sottolineando come il pubblico continui a seguire il format anche quando cambia la location.
Il pubblico chiede la location prima ancora dell’annuncio
Un segnale particolarmente significativo arriva dai social. Sassonia ha raccontato che numerosi ragazzi contattano direttamente l’organizzazione per sapere in anticipo dove si svolgerà l’appuntamento successivo.
C’è chi vuole organizzare un compleanno, chi una laurea e chi semplicemente programmare la propria domenica sapendo già dove si sposterà il format.
«Tanti ragazzi amici ci scrivono per scoprire in anteprima dove saremo quella domenica, perché magari vogliono festeggiare il compleanno con noi piuttosto che la laurea o altre occasioni», ha spiegato Sassonia.
La scelta dell’organizzazione, tuttavia, resta quella di mantenere una componente di sorpresa, trasformando la rivelazione della nuova location in uno degli elementi della comunicazione.
«Ci teniamo sempre a mantenere questa curiosità», ha spiegato Sassonia, ricordando anche la reazione del pubblico quando viene annunciata la tappa successiva: «Il boato del pubblico è un po’ il riscontro di quello che è il valore della location e dove portiamo il format».
L’ultima domenica: «Un fiume di persone»
Tra le serate della stagione, una delle più impressionanti è stata proprio l’ultima raccontata durante la diretta.
Bogdan ha precisato che il concetto tradizionale di sold out non si applica necessariamente al format, trattandosi di appuntamenti nei quali il pubblico è libero di partecipare. Ma sul piano dell’affluenza il risultato è stato evidente.
«Questa domenica è stata veramente unica. È stato un fiume di persone», ha raccontato Sassonia. «Il colpo d’occhio era impressionante».
Una partecipazione che ha sorpreso gli stessi organizzatori.
La serata arrivava dopo l’annullamento per maltempo di un precedente appuntamento nella stessa location e, secondo Sassonia, proprio quell’attesa aveva ulteriormente aumentato la voglia del pubblico di tornare.
L’evento si è sviluppato dalle 18 fino a quasi mezzanotte, accompagnando il tramonto e registrando un afflusso crescente nel corso delle ore.
«Sono state sei ore veramente belle da vivere con il tramonto. Il pubblico della location si riempiva sempre di più», ha raccontato.
Una formula costruita sulla fascia aperitivo
Uno degli elementi alla base del successo della Domenica Bestiale è anche il suo orario.
Il format non cerca necessariamente di trasformare la domenica in una notte che prosegue fino all’alba. La filosofia è praticamente opposta: intercettare il pubblico nella fascia dell’aperitivo, offrire alcune ore di musica e socialità e permettere alle persone di rientrare a casa relativamente presto in vista del lunedì.
«La domenica in particolare secondo me è un giorno in cui comunque il giorno dopo si riprende l’attività ordinaria», ha spiegato Sassonia.
Terminare presto, quindi, non rappresenta uno svantaggio ma una caratteristica distintiva.
«La gente sa che passa con noi tre, quattro ore e il giorno dopo è pronta per andare al lavoro piuttosto che a studiare», ha sottolineato.
Un pubblico che attraversa le generazioni
Anche il pubblico è cambiato nel corso degli anni.
Sassonia ha descritto un target particolarmente ampio, capace di andare indicativamente dai ventenni ai quarantenni, con una composizione che cambia anche a seconda dell’orario.
Nella prima parte della serata si incontra un determinato pubblico, mentre dalle 21 alla chiusura ne arriva un altro.
«Come se avessimo due pubblici all’interno dello stesso evento», ha osservato.
Ma il dato più importante è la convivenza tra chi segue la Domenica Bestiale praticamente dagli inizi e chi l’ha scoperta soltanto recentemente.
«È bello vedere questo mix tra chi ci conosce o ci ha appena conosciuto e chi invece ci segue da tanto», ha spiegato Sassonia. L’obiettivo resta quello di trasmettere «quel concetto di domenica libera, domenica di divertimento e intrattenimento sano».
Da serata domenicale a vero brand della movida
Quattro anni dopo i primi appuntamenti, il dato che emerge dalla diretta è quindi quello di un progetto che ha progressivamente superato la semplice formula della serata organizzata in un singolo locale.
Il pubblico segue il nome, attende l’annuncio della location, interagisce con i canali social e torna agli appuntamenti.
È proprio questa continuità a rappresentare probabilmente il risultato più significativo della Domenica Bestiale: aver trasformato quella che per molti era una giornata poco appetibile per la movida in uno spazio riconoscibile del divertimento triestino.
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