Trieste, Ramazzina boccia i controlli al confine: «Così sono inutili, servirebbero molte più forze» (VIDEO)

Riki Ramazzina mette fortemente in discussione l’efficacia degli attuali controlli al confine tra Italia e Slovenia. Durante “Verso la fine dell’estate”, l’imprenditore ha sostenuto che la vastità e la conformazione del territorio rendano estremamente difficile garantire un controllo realmente capillare.
Le sue dichiarazioni si sono inserite in un confronto diretto con Vincenzo Rovinelli, che invece ha difeso l’utilità dei controlli.
«Il nostro confine è talmente ampio e boschivo»
Ramazzina ha utilizzato parole molto nette.
«Sui confini sono ridicoli. Nel senso che o mettiamo un soldato ogni 10 metri oppure è meglio che lasciamo stare».
Il concetto espresso dall’imprenditore riguarda soprattutto la conformazione geografica del territorio.
«Il nostro confine è talmente ampio, talmente boschivo».
Secondo Ramazzina, la presenza di poche pattuglie non sarebbe sufficiente per impedire i passaggi al di fuori dei principali valichi.
«Non c’è la forza di controllare tutto il confine»
Nel prosieguo del confronto, Ramazzina ha insistito sulla carenza numerica delle forze disponibili rispetto alla dimensione dell’area da sorvegliare.
«Per controllare il confine con la Slovenia ci vorrebbe un militare ogni 10 metri».
Si tratta naturalmente di un’espressione iperbolica utilizzata per sottolineare la difficoltà del controllo capillare.
Ramazzina ha poi aggiunto: «Per fare veramente muro sul confine sloveno nei confronti nostri ci vorrebbero altre forze che non ce le abbiamo».
Due visioni opposte
Il confronto con Rovinelli ha reso evidente la distanza tra le due posizioni.
Da un lato Rovinelli ha sottolineato le funzioni di deterrenza e controllo anche su fenomeni diversi dall’immigrazione; dall’altro Ramazzina ha posto l’accento sull’impossibilità materiale di controllare ogni tratto del confine.
Una discussione che riflette uno dei temi più sensibili per Trieste e il territorio carsico, dove sicurezza, mobilità transfrontaliera e gestione dei flussi continuano a intrecciarsi nel dibattito pubblico.
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