sabato 29 agosto 2026
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Teatro Verdi, venerdì settimo concerto con Čajkovskij, Liszt e Strauss

Luca Marsi·
Teatro Verdi, venerdì settimo concerto con Čajkovskij, Liszt e Strauss

Torna nella stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste il 24enne Giuseppe Gibboni, presenza affezionata sin dalla vittoria del Premio Paganini nel ’21 e oggi, nonostante sia uno dei violinisti più contesi dai più prestigiosi palchi del globo, sempre confermata. Sul podio il nostro direttore Enrico Calesso che con l’ouverture fantasia di Čajkovskij e la fantasia sinfonica Aus Italien del 22enne Richard Strauss, crea un ideale ponte musicale verso l’ormai prossima stagione d’opera, dal Romeo e Giulietta di Gounod fino all’Elektra, a suggello di un programma che conferma l’originalità delle scelte del Teatro, sempre esente da appuntamenti di routine.

Due giovani italiani tra i più quotati all’estero, Giuseppe Gibboni ed Enrico Calesso, sono con la nostra orchestra i protagonisti del settimo e penultimo appuntamento della fortunata stagione sinfonica del Teatro Verdi, con un impaginato che parte dal primo capolavoro riconosciuto di Čajkovskij, l’ouverture fantasia Romeo e Giulietta nella sua sempre amata stesura finale, quindi prosegue con il Concerto n. 2 di Paganini che vedrà centrali la comprovata maestria di Giuseppe Gibboni e lo splendido suono del suo prezioso violino 1722 Stradivari “Jupiter”: composto a Napoli nel 1826 in previsione della grande tournée europea del ’28, il Concerto n. 2, scritto per un’orchestra ampia, è tra i meno insistiti sul virtuosismo ma più melodici fra le opere del grande genovese, ed il celeberrimo Rondò finale, rielaborato poi da Liszt e Busoni fra i tanti, è caratterizzato dalla presenza in orchestra di un argenteo campanello che, con effetto di grande originalità ed incanto, dialoga con gli armonici del violino quasi in una gara di cristallini tintinnii. Infine la serata si chiude con Aus Italien del giovane Richard Strauss, ispirata dal suo Grand Tour nel nostro paese, opera coloritissima che intende narrare in musica la campagna romana, la capitale, la riviera di Sorrento ed infine Napoli, dove ci sorprende un ritmo di tarantella e l’introduzione della sempre celebre canzone popolare Funicolì Funicolà. La melodia e il fantasma di Liszt, sia come eco in Čajkovskij e Strauss, sia come epigono per Paganini, sono due fils rouges dell’impaginato, oltre al ponte musicale verso l’imminente stagione d’opera.

La stagione sinfonica, che finora ha portato ad un considerevole aumento degli abbonamenti e a cinque appuntamenti sold out, nonché una prima assoluta di Giorgio Battistelli su commissione del Teatro, si chiuderà il 23 dicembre insieme al Coro e ai solisti per la Petite Messe Solennelle di Rossini.

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