“El Rosario In Taa Staa”, a Trieste in anteprima assoluta la commedia il primo spettacolo teatrale in dialetto concordiese
E’ una commedia brillante, che ripercorre la storia degli abitanti di un paese rurale del nord est d’Italia nei primi anni del ‘900 con un piglio comico, pensato per far sorridere e sdrammatizzare così le difficili condizioni di vita di quel periodo storico. Debutta a Trieste in anteprima assoluta lo spettacolo “El rosario in taa staa”, in calendario il 15 dicembre alle 20.30 al Teatro Miela nell’ambito del Festival internazionale di teatro “Ave Ninchi”, dedicato alle produzioni nei dialetti del Triveneto e dell’Istria. La commedia, che si avvale della regia di Filippo Facca ed è interpretata dalla compagnia La Bottega, è firmata da Mara Trevisan, ex maestra elementare appassionata di storia del suo territorio. La storia è costruita su una serie di sketch, scene di vita vissuta parte del suo romanzo fresco di stampa “Ali per volare e radici per tornare” (Edizioni concordiesi/Tipografia Sagittaria, 2017), che affianca vicende personali e memorie collettive per ricostruire la vita e le usanze del paese di Concordia Sagittaria (VE) nella prima metà del ‘900. E’ la prima commedia in dialetto concordiese mai messa in scena, tanto che le prime due date fissate a Concordia, il 16 e il 17 dicembre, hanno già registrato il tutto esaurito. “Lo spettacolo racconta alcuni momenti di vita vissuta in una casa contadina degli anni tra i ’40 e i ’50 del secolo scorso - spiega l’autrice -. E’ diviso in due atti, una prima parte ambientata d’estate e una seconda d’inverno. Racconta la socialità di un’epoca in cui ci si ritrovava, d’estate in cortile, e d’inverno nella stalla, per scambiarsi chiacchiere, pettegolezzi, racconti. Erano i tempi delle grandi famiglie patriarcali, quando l’intrattenimento non lo faceva ancora la tv”. Il titolo dello spettacolo, “El rosario in taa staa”, si riferisce al secondo atto della commedia, quando in pieno inverno la comunità si ritrovava a celebrare la Vigilia di Natale recitando il rosario nella stalla, il luogo più caldo dove potersi riunire. “La religiosità permeava quasi ogni aspetto della vita dell’epoca - ricorda l’ex maestra -, scandendo i riti e le stagioni. Il rosario si recitava in latino, ma erano in pochi a conoscerlo: la maggior parte delle persone si affidava alle assonanze, dando vita a una lingua inesistente, maccheronica e divertentissima, che riproporremo in questa commedia”. Lo spettacolo che andrà in scena è il frutto di un lungo lavoro della compagnia amatoriale La Bottega, composta da una ventina di persone di tutte le età che hanno deciso di mettersi alla prova calcando la scena. “E’ da un anno che proviamo questo spettacolo e, alla faccia di Strehler, non facciamo che divertirci. La cosa più bella nata da questo lavoro è proprio il gruppo che s’è formato: contiamo - conclude Trevisan - di trasmettere l’armonia che si è creata tra noi anche al pubblico”.
Mara Trevisan ha iniziato a insegnare nella scuola primaria a 19 anni, specializzandosi nell’insegnamento della matematica. Nei suoi 42 anni d’esperienza didattica ed educativa ha sperimentato con i suoi alunni un nuovo modo per imparare la storia locale, attraverso un progetto di teatro: “La storia di Concordia”. La ricerca sul territorio condotta con gli alunni ha prodotto un libro sulla storia locale, “L’album dei ricordi”, che raccoglie testimonianze e foto inedite. Questo nuovo libro può essere un piccolo spunto per coloro che credono che ricordare, comprendere, conoscersi e ricongiungersi alle proprie radici siano i presupposti necessari per accettarsi e cominciare a volare, in modo consapevole.
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