“Un’altra Città” presenta il suo programma e si propone di affiancare cittadini e istituzioni
Al momento non ha interesse a costituire un partito politico e di conseguenza a partecipare alle elezioni amministrative “Un’altra Città”, ma piuttosto si rivolge ai cittadini, alle associazioni, e anche ai partiti politici per offrire un forte contributo al programma di governo della città. “Un’altra Città” è un network civico nato per il contrasto al degrado, un’anno fa. Si tratta di un gruppo molto attivo, che recentemente si è concentrato sullo sviluppo del Porto Vecchio «è il pezzo più grande e più importante del nostro patrimonio architettonico pubblico» spiega Loredana Casalis, portavoce e ricercatrice, che deve essere collegato «al mare, al Carso, alle attività produttive» tutelando l’ambiente. “Un’altra Città” ha prodotto un documento, terminato e consegnato alla cittadinanza.
«Ci interessa dibattere con tutte le cittadine e i cittadini per infondere fiducia, perché tornino a credere ad una politica collettiva, che li ascolti. Insieme possiamo arrivare ad un cambiamento vero» spiega il gruppo che in vista delle amministrative desidera «innalzare il dialogo politico con un piano programmatico aperto, volutamente disomogeneo, fatto di punti attuativi e programmi che sono sogni, desideri, aspirazioni». Al centro del programma il bene comune «un nuovo disegno politico» che valorizzi il territorio in tutti i suoi aspetti sociali ed economici, creando benessere e cultura.
Di territorio si occuperà Roberto D’Ambrosi, architetto urbanista, che ha posto l’attenzione su come «le nostre città stanno cambiando ad una velocità che non riusciamo a percepire: morfologicamente, dal punto di vista tecnologico ed economico. Vanno velocemente riviste le destinazioni d’uso» soprattutto degli edifici. Tra i tanti volti di “Un’altra Città” anche Gianfranco Schiavone, presidente di ICS, Giovanni Carrosio, sociologo presso l’università degli studi di Trieste e Marcela Serli, attrice di teatro, teatro che «è strumento di democrazia» come spiega la Serli «il dialogo è il mio lavoro, troveremo nuove forme di democrazia che è nata in teatro, quindi il teatro non può tirarsi indietro, specialisti dell’interazione, della comunicazione, serviranno».
I temi che verranno affrontati sono la crisi climatica, la mobilità sostenibile e l’energia, le nuove tecnologie green e i passi che devono essere fatti dall’amministrazione per avvicinarsi all’innovazione urbana. I punti specifici e legati alla città di Trieste sono individuati nel Parco del Mare che, come ha affermato D’Ambrosi di buono ha «solo il nome e la location, nient’altro». Poi l’immigrazione, argomento delicato in Italia ed ancor più a Trieste, punto d’arrivo della rotta balcanica.
“Un’altra Città” apre quindi il dialogo con i cittadini con una conferenza che potrà essere seguita online presso la pagina Facebook ed il Blog della rete, dove si potranno reperire tutte le informazioni su quando e come partecipare.
Articoli correlati
CronacaTrieste, ritrovata Snjezana Veselic: la 69enne era scomparsa dopo il ricovero a Cattinara
Si è concluso positivamente il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse attivato dopo la sparizione di Snjezana Veselic , la donna di 69 anni nata a Fiume della quale si erano perse le tracce dopo il ricovero all'ospedale di
CronacaTragedia in Fvg, cade dal tetto di casa durante le pulizie: morto un uomo di 61 anni
Tragedia in via Cappellari a Porcia di Pordenone, dove un uomo di 61 anni e' morto a cause delle gravissime ferite riportate cadendo dal tetto dell'abitazione. Non e' ancora stata accertata l'esatta dinamica dell'accaduto, ma sembra si sia
CronacaTrieste, Colummi: «Tradizione rischia di scomparire, il dialetto deve produrre anche cose nuove» (VIDEO)
Non soltanto conservare il dialetto triestino, ma utilizzarlo per creare nuovi spettacoli, nuova musica e nuovi linguaggi . Elisa Colummi rilancia una visione dinamica della cultura locale, nella quale la tradizione non deve essere congelat
CronacaGiovani e alcol: «Anziché berne cinque ne bevono uno o due, ma scelgono cosa bere» (VIDEO)
Meno quantità, maggiore attenzione alla qualità e una crescente ricerca dell'esperienza. È la lettura proposta da Stefano Rebek sul rapporto tra le nuove generazioni e il consumo di alcol, intervenendo durante la diretta di Trieste Cafe ded

