Rebek boccia il maxi palco fisso in Barcolana: «Meglio vedere tutte le vie e le piazze piene» (VIDEO)

Non tutti vogliono il ritorno del grande palco musicale in Piazza Unità durante la Barcolana. Stefano Rebek preferisce il modello della festa diffusa, con locali, piazze e strade contemporaneamente animate, rispetto alla concentrazione di migliaia di persone davanti a un unico spettacolo.
Una posizione emersa nel corso del confronto dedicato alla movida durante la settimana della grande regata.
«Non amo molto il palco in Barcolana»
Rebek parte da una considerazione precisa.
«Io non amo molto il palco in Barcolana».
Il problema, secondo l'opinionista, sarebbe duplice. Un grande palco mantenuto per diversi giorni richiederebbe innanzitutto un programma abbastanza forte da giustificarne costantemente la presenza. Ma ci sarebbe anche un effetto sul resto della manifestazione.
Secondo Rebek, durante il giorno potrebbe finire per togliere centralità agli stand e alla componente commerciale, mentre la sera rischierebbe di concentrare il pubblico in un solo luogo.
«Sotto Barcolana tutti i bar lavorano»
La forza dell'attuale modello sarebbe proprio la sua capacità di distribuire le persone.
«Sotto Barcolana tutti i bar lavorano, chiunque ha gente, chiunque ha un dj».
Da qui la contrarietà a creare un unico grande polo musicale capace di assorbire una quota rilevante del pubblico.
«Riempire una piazza e spostare la gente là, io non sono per niente d’accordo».
La sua idea è differente.
«Io credo che invece là debba essere la parte istituzionale a Barcolana e poi feste ovunque».
«Da quando non ci sono palchi tutte le vie sono piene»
È proprio l'effetto sulla città a convincere Rebek.
«Vedo che da quando non ci sono palchi tutte le vie sono piene, le piazze sono piene. Io preferisco questo format, devo essere sincero».
Il grande evento in Piazza Unità, secondo lui, potrebbe invece diventare uno strumento da utilizzare durante il resto dell'anno.
«Sarebbe bello avere una Barcolana al mese».
Non necessariamente una regata, naturalmente, ma un grande appuntamento periodico capace di portare le persone in centro e abituare Trieste a vivere maggiormente anche nelle ore serali.
«Non sarebbe male avere un evento importante in Piazza Unità al mese, qualcosa che possa legare la città, che possa far uscire la gente, che possa anche abituare le persone a sentire musica un po’ dopo».
Una proposta che sposta quindi il ragionamento oltre la Barcolana: non concentrare ancora più eventi nella settimana già più ricca dell'anno, ma provare a distribuire quella capacità attrattiva anche negli altri mesi.
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