sabato 31 ottobre 2026
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Cronaca

Trieste, spariscono recinzioni del cantiere: «Sto facendo degli sforzi non da poco e subisco dispetti»

redazione·
Trieste, spariscono recinzioni del cantiere: «Sto facendo degli sforzi non da poco e subisco dispetti»

Due pannelli della recinzione e le relative basi in cemento sarebbero stati sottratti dall’area riservata a un cantiere nel primo parcheggio di strada del Friuli, a Trieste. A segnalare l’accaduto è la proprietaria di un’abitazione in ristrutturazione al civico 267, che racconta anche un precedente furto di abiti da lavoro all’interno dell’immobile.

La scoperta, riferisce la donna, è stata fatta dai lavoratori dell’impresa. Il sospetto è che qualcuno abbia aperto la delimitazione per ricavare spazio dove parcheggiare, ma la motivazione e le responsabilità restano da accertare.

Sette posti riservati per recuperare una casa abbandonata

La vicenda riguarda i lavori per recuperare una casa che, secondo il racconto della proprietaria, è abbandonata da trent’anni e non dispone di un accesso diretto dalla strada. Per le necessità del cantiere sarebbero stati richiesti e ottenuti dal Comune sette posti nel primo parcheggio di strada del Friuli, quello dal quale si vede il faro.

L’area era stata delimitata e dotata di cartelli per impedirne l’utilizzo come parcheggio durante l’occupazione autorizzata.

«Sono stati messi i cartelli», spiega la proprietaria, ricostruendo le precauzioni adottate prima dell’avvio delle attività.

La scoperta dei lavoratori: mancano due pannelli e i sostegni

A informarla dell’accaduto è stato il costruttore. Secondo quanto le è stato riferito, i lavoratori hanno trovato una parte dell’area priva di due pannelli della recinzione, descritti dalla donna come cancelletti in alluminio, e di due basi in cemento utilizzate per sostenerli.

La proprietaria aggiunge che le delimitazioni erano assicurate a un palo dell’illuminazione e che sarebbero stati rimossi anche quei collegamenti.

Nella fotografia trasmessa insieme alla segnalazione si vedono un’automobile accanto all’area interessata e alcuni elementi della recinzione da cantiere. L’immagine, da sola, non permette di stabilire chi abbia spostato le delimitazioni né di ricostruire la scomparsa dei materiali.

Il sospetto legato alla sosta e la chiamata alla Polizia Locale

«Si pensa che l’abbiano fatto perché volevano parcheggiare la sera», racconta la donna. Si tratta, al momento, di un’ipotesi avanzata nella segnalazione, non di una circostanza verificata.

Secondo la proprietaria, il costruttore ha contattato la Polizia Locale e avrebbe ricevuto indicazioni sulla possibilità di passaggi serali di controllo. Non sono disponibili ulteriori riscontri sull’esito della chiamata o su eventuali accertamenti.

Tre settimane prima la scomparsa degli abiti da lavoro

La donna riferisce che quello delle delimitazioni non sarebbe il primo episodio subito. Circa tre settimane prima, qualcuno sarebbe entrato nell’abitazione ancora da ristrutturare, portando via alcuni vestiti lasciati dagli operai.

«Non abbiamo neanche praticamente iniziato i lavori», osserva, descrivendo la frustrazione per una successione di problemi arrivati quando il recupero dell’immobile è ancora nelle fasi iniziali.

Nel suo racconto compare anche una distinta contestazione relativa a sfalci e ramaglie che sarebbero stati lasciati nel terreno senza il suo consenso. La proprietaria ritiene che questa situazione possa essersi risolta dopo il suo intervento.

«Sto facendo tutti gli sforzi per risanare quella casa»

Ora la donna sta valutando con il costruttore l’installazione di telecamere, per sorvegliare l’immobile e documentare eventuali nuovi episodi.

«Non se ne può più», dice. A pesare, oltre alla scomparsa dei materiali, è lo sforzo necessario per riportare in condizioni utilizzabili una casa rimasta abbandonata per decenni.

«Sto facendo degli sforzi non da poco e subisco dei dispetti», conclude la proprietaria, che si definisce «barcolana da una vita».

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