domenica 30 agosto 2026
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Cronaca

Trieste, Scoccimarro rilancia l’“ecologia dei fatti”: “Servono opere concrete, non ideologie” (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Scoccimarro rilancia l’“ecologia dei fatti”: “Servono opere concrete, non ideologie” (VIDEO)

L’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro ha ribadito nel corso della trasmissione “Un capo in B con...” condotta da Elisabetta Batic la propria visione della politica ambientale regionale, sintetizzata nel concetto di “ecologia dei fatti”, un approccio che punta a trasformare le strategie ambientali in interventi concreti e misurabili.

Secondo quanto spiegato dall’assessore, il Friuli Venezia Giulia ha la possibilità di investire risorse importanti in numerosi settori legati all’ambiente, dall’efficienza energetica alla messa in sicurezza del territorio, privilegiando risultati tangibili rispetto a visioni ideologiche che, a suo giudizio, rischiano di non produrre effetti reali sulla qualità della vita dei cittadini.

La gestione dell’acqua e la questione dei pozzi artesiani

Uno dei temi centrali affrontati da Scoccimarro riguarda la tutela delle risorse idriche. L’assessore ha sottolineato come spesso il dibattito pubblico si concentri sugli sprechi domestici, mentre esistono problematiche strutturali che incidono in maniera molto più significativa sui consumi d’acqua.

Nel corso dell’intervista ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dei 40 mila pozzi artesiani presenti in Friuli, evidenziando come le falde acquifere siano sottoposte a una pressione crescente e come ciò possa rappresentare una criticità per le future generazioni.

Per affrontare questa situazione, la Regione ha introdotto una normativa che prevede incentivi per chi decide di ridurre la portata dei pozzi artesiani. Scoccimarro ha però evidenziato che l’adesione alla misura è stata finora molto limitata, nonostante i benefici previsti dalla legge.

“Fare ciò che è giusto, non ciò che conviene”

Nel parlare della normativa sui pozzi artesiani, l’assessore ha rivendicato la scelta di affrontare una questione considerata delicata anche dal punto di vista politico.

Secondo quanto riferito durante la trasmissione, in passato il tema non sarebbe stato affrontato per il timore di scontentare una parte consistente della popolazione interessata direttamente dal sistema dei pozzi. Scoccimarro ha invece sostenuto che il ruolo della politica debba essere quello di assumere decisioni ritenute corrette nell’interesse generale, anche quando possono risultare impopolari.

Una posizione che l’assessore ha riassunto con una frase significativa: fare ciò che è giusto e non ciò che è conveniente dal punto di vista elettorale.

L’importanza delle competenze scientifiche

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema delle alluvioni e della gestione dei corsi d’acqua.

Scoccimarro ha spiegato di aver scelto di affidarsi a competenze altamente specializzate per affrontare questioni particolarmente complesse, citando il coinvolgimento del professor Andrea Rinaldo, indicato come uno dei maggiori esperti internazionali nel campo dell’idrologia e della gestione dei fiumi.

L’obiettivo dichiarato è quello di programmare interventi e opere con una visione di lungo periodo, guardando ai prossimi decenni e non alle scadenze elettorali più vicine.

Una visione orientata al futuro

Dalle parole dell’assessore emerge una strategia che punta a coniugare tutela ambientale, pianificazione e investimenti pubblici. La gestione dell’acqua, la prevenzione dei rischi naturali e l’utilizzo delle migliori competenze disponibili vengono indicati come elementi fondamentali per affrontare le sfide che attendono il Friuli Venezia Giulia nei prossimi anni.

L’idea di “ecologia dei fatti”, più volte richiamata nel corso della trasmissione, viene così presentata come una politica ambientale basata su interventi concreti, programmazione e responsabilità verso le future generazioni.

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