sabato 29 agosto 2026
Breaking
Un compleanno nel segno di Trieste: auguri al direttore Luca Marsi Cinema in Friuli Venezia Giulia, casting aperto per bambini: cercati piccoli attori da 1 a 13 anni Triestino riflette: «Tutti con gli occhi sul telefonino, nessuno guarda più cosa succede intorno» Forni Avoltri, alpinista ferito sulla Cima della Miniera: maxi intervento tra nubi, pioggia e parete verticale Idea Giuliana a Barcola, bilancio positivo del banchetto: «Lavoro, bambini e sicurezza tra le priorità» Trieste, tornano gli amati telelaser: controlli su Banne, via Flavia e via Carnaro Area cani di Campi Elisi chiusa da una settimana, PD: «Servono tempi certi per la riapertura» Bivio ad H, incidente nel pomeriggio: vettura contro la barriera, traffico rallentato Trieste, Federalberghi: “Turismo cresciuto troppo velocemente, ora bisogna fermarsi e fare sintesi” (VIDEO) Movida, nodo spazi: Zini: «Sticco ha funzionato anche perché le alternative sono poche» (VIDEO) Piazza Sant’Antonio cambia volto, Dipiazza: «La gente impazzisce in positivo» (VIDEO) Segnalazioni dei cittadini decisive per i controlli a Barcola, de Gavardo: «Intervenuti prontamente» Trieste, scuola o famiglia? De Blasio: «Direi 50 e 50, nessuna vale più dell’altra» (VIDEO) Trieste-Muggia, Marzi promuove il Delfino Verde: «È una tratta sempre di grande successo» (VIDEO) Il meteo di domenica 30 agosto, cielo sereno Un compleanno nel segno di Trieste: auguri al direttore Luca Marsi Cinema in Friuli Venezia Giulia, casting aperto per bambini: cercati piccoli attori da 1 a 13 anni Triestino riflette: «Tutti con gli occhi sul telefonino, nessuno guarda più cosa succede intorno» Forni Avoltri, alpinista ferito sulla Cima della Miniera: maxi intervento tra nubi, pioggia e parete verticale Idea Giuliana a Barcola, bilancio positivo del banchetto: «Lavoro, bambini e sicurezza tra le priorità» Trieste, tornano gli amati telelaser: controlli su Banne, via Flavia e via Carnaro Area cani di Campi Elisi chiusa da una settimana, PD: «Servono tempi certi per la riapertura» Bivio ad H, incidente nel pomeriggio: vettura contro la barriera, traffico rallentato Trieste, Federalberghi: “Turismo cresciuto troppo velocemente, ora bisogna fermarsi e fare sintesi” (VIDEO) Movida, nodo spazi: Zini: «Sticco ha funzionato anche perché le alternative sono poche» (VIDEO) Piazza Sant’Antonio cambia volto, Dipiazza: «La gente impazzisce in positivo» (VIDEO) Segnalazioni dei cittadini decisive per i controlli a Barcola, de Gavardo: «Intervenuti prontamente» Trieste, scuola o famiglia? De Blasio: «Direi 50 e 50, nessuna vale più dell’altra» (VIDEO) Trieste-Muggia, Marzi promuove il Delfino Verde: «È una tratta sempre di grande successo» (VIDEO) Il meteo di domenica 30 agosto, cielo sereno
Cronaca

Trieste, Dipiazza difende il Pedocin: “È una peculiarità della città, non toccatelaaaaaa!!!” (VIDEO)

redazione·
Trieste, Dipiazza difende il Pedocin: “È una peculiarità della città, non toccatelaaaaaa!!!” (VIDEO)

Trieste non tocca il Pedocin. Roberto Dipiazza, ospite della diretta di Trieste Cafe dal Citybar Tergesteo condotta da Martina Vergaro, ha difeso senza esitazioni uno dei simboli più discussi ma anche più radicati dell’estate cittadina: la Lanterna, per tutti il Pedocin. Un luogo che, per il sindaco, non è soltanto uno stabilimento balneare con una sua organizzazione storica, ma una vera e propria peculiarità triestina da preservare.

Nel ragionamento del primo cittadino c’è un punto centrale: Trieste, per storia e tradizione, ha caratteristiche che la distinguono dal resto d’Italia. Dipiazza lo ha spiegato mettendo il Pedocin accanto ad altre realtà che considera uniche del tessuto cittadino, come i ricreatori e le scuole materne comunali, presentandolo quindi non come un’anomalia da correggere, ma come una specificità che appartiene all’identità locale. Per il sindaco, insomma, il Pedocin non è un reperto folkloristico né una consuetudine da giustificare a fatica: è una parte della città che continua ad avere un senso anche oggi.

“Una cosa bellissima che appartiene a Trieste”

Nel suo intervento Dipiazza ha insistito soprattutto sul valore pratico e sociale della struttura. Il Pedocin, nella lettura del sindaco, resta un luogo frequentato da nonne, mamme e bambini, uno spazio percepito come protetto e ordinato, con una funzione precisa all’interno dell’offerta balneare cittadina. Da una parte, quindi, la tradizione; dall’altra, un modello che secondo il primo cittadino conserva ancora una sua utilità concreta.

Nel confronto con Barcola, Dipiazza ha tracciato una distinzione netta: se da una parte c’è il lungomare aperto, dinamico e pieno di giovani, dall’altra c’è la Lanterna, che continua a rappresentare una dimensione diversa, più raccolta e rassicurante. Proprio questa differenza, secondo il sindaco, è uno dei motivi per cui il Pedocin va difeso: non perché debba essere contrapposto ad altri luoghi della città, ma perché offre qualcosa che altrove non c’è.

La risposta alle polemiche

Le controversie degli ultimi giorni sulla divisione storica dello stabilimento non hanno cambiato la posizione del sindaco, che anzi ha scelto di rilanciare con decisione. Il messaggio emerso dalla diretta è chiaro: il Pedocin, nella visione di Dipiazza, non è un residuo da smantellare ma un pezzo di Trieste da custodire. Anche il costo popolare dell’ingresso è stato richiamato come elemento di accessibilità e di continuità con una dimensione cittadina popolare, vissuta, quotidiana.

In filigrana c’è una linea politica e culturale precisa: difendere ciò che rende Trieste diversa. Non tutto, per Dipiazza, deve essere omologato o reinterpretato con le categorie del presente. Alcune realtà, se continuano a funzionare e a essere amate da una parte della città, meritano di restare. E il Pedocin, nel suo ragionamento, rientra pienamente in questa categoria.

Il Pedocin come simbolo dell’identità cittadina

Più che una semplice risposta a una polemica estiva, l’uscita del sindaco si trasforma così in una dichiarazione di visione sulla città. Trieste, nel racconto di Dipiazza, è una comunità fatta di tradizioni, luoghi simbolici e servizi che in altri territori non esistono. Difendere il Pedocin significa allora, in questa chiave, difendere una certa idea di città: orgogliosa delle proprie particolarità, gelosa delle proprie abitudini e convinta che non tutto debba essere modificato per forza.

La posizione del sindaco è dunque netta e destinata a far discutere ancora: la Lanterna non si tocca. Non solo perché piace, non solo perché funziona, ma perché per Dipiazza rappresenta una delle espressioni più riconoscibili di quella Trieste che continua a voler rivendicare la propria unicità.

DI SEGUITO IL VIDEO

RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati