Studio OGS, Laguna di Venezia sotto pressione: la “noce di mare” minaccia l’equilibrio dell’ecosistema

Mentre l’attenzione pubblica resta concentrata sul granchio blu, un altro organismo sta attirando l’interesse della comunità scientifica per i possibili impatti sugli ecosistemi costieri e lagunari. Si tratta dello ctenoforo Mnemiopsis leidyi, noto anche come “noce di mare”, specie invasiva presente da anni nell’Adriatico e oggetto di un recente studio condotto da un team dell’Università di Padova e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Estuarine, Coastal and Shelf Science, analizza la nicchia ecologica della specie nella Laguna di Venezia, evidenziando come la sua elevata adattabilità, unita ai cambiamenti climatici in corso, possa favorirne la proliferazione a discapito di altre componenti dell’ecosistema.
Monitoraggi sul campo e prove di laboratorio
Lo studio rappresenta, secondo i ricercatori, la prima indagine integrata tra osservazioni sul campo ed esperimenti controllati sulla presenza di Mnemiopsis leidyi in una laguna mediterranea. Per due anni è stata monitorata la distribuzione spaziale della specie, affiancando test di laboratorio per individuare le principali soglie ambientali di sopravvivenza.
I risultati mostrano un andamento stagionale, con bloom – eventi di riproduzione massiva – tra la tarda primavera e il periodo compreso tra fine estate e inizio autunno. L’abbondanza della specie risulta positivamente correlata alla temperatura dell’acqua e alla salinità, fattori che incidono in modo diretto sulla sua diffusione.
Ampia tolleranza ambientale e ruolo del clima
Dalle prove sperimentali emerge che Mnemiopsis leidyi è in grado di sopravvivere in un ampio intervallo di condizioni, con temperature comprese tra 10 e 32 gradi e salinità tra 10 e 34. Tuttavia, condizioni estreme, come temperature molto elevate o salinità molto bassa, possono ridurne significativamente la sopravvivenza.
Secondo i ricercatori, l’evoluzione del clima potrebbe rendere sempre più frequenti condizioni favorevoli alla specie, con la formazione di grandi aggregati e possibili ripercussioni sul funzionamento complessivo dell’ecosistema lagunare.
La necessità di monitoraggio e gestione
Lo studio sottolinea quindi l’importanza di un monitoraggio mirato e di strategie di gestione adattativa, finalizzate a contenere le conseguenze ecologiche e socio-economiche legate all’espansione di Mnemiopsis leidyi. L’attenzione scientifica si concentra così su un organismo meno noto al grande pubblico, ma considerato potenzialmente rilevante per l’equilibrio delle lagune e delle aree costiere.
Articoli correlati
CronacaFotografia, nuovo trionfo per Aran Cosentino: il giovane talento friulano premiato al concorso “Nino Migliori” a Bologna
Continua l’ascesa di Aran Cosentino , il giovane fotografo e attivista friulano già noto al grande pubblico per la sua sensibilità ecologista e per le sue collaborazioni di prestigio, tra cui quella al fianco dell'icona mondiale della fotog
CronacaTrieste si illumina di turchese per la dislessia: il Burlo in prima linea per bambini e ragazzi
L’ 8 ottobre Trieste si illuminerà di turchese per richiamare l’attenzione sulla dislessia e, più in generale, sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. In occasione della Giornata internazionale della dislessia , la Fontana del Nettuno di
CronacaTrieste sempre più cara e desiderata: prezzi delle case in forte crescita, +4,7% nel trimestre
Il mercato residenziale italiano ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con una flessione dei prezzi dell'1,1%, a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo rimane positivo, con il 3,3% in più rispetto a settembre 2025;
CronacaRifiuti accumulati per oltre un anno: scattano denuncia, 19mila euro di sanzioni e patente sospesa
Circa 170 metri cubi di rifiuti, pericolosi e non pericolosi, sottoposti a sequestro penale , una denuncia a piede libero, sanzioni amministrative per circa 19mila euro e persino la sospensione della patente di guida per tre mesi. È il bila

