Social e intelligenza artificiale, influencer triestina Samantha: «Gente vuole persone vere e meno filtri» (VIDEO)

Meno filtri, meno costruzione esasperata e più autenticità. È questa, secondo Samantha Favretto, una delle direzioni principali che stanno prendendo i social network, mentre cresce parallelamente il dibattito sui contenuti prodotti attraverso l’intelligenza artificiale.
L’influencer ne ha parlato durante la diretta di Trieste Cafe “Social, tra algoritmi e novità”, condotta da Luca Marsi con Ricky Ottolino e Stefano Rebek.
«Stanno premiando assolutamente l’autenticità»
Alla domanda se le piattaforme premiassero ancora la spontaneità oppure richiedessero ormai una costruzione minuziosa di ogni contenuto, Favretto ha risposto senza esitazioni.
«Stanno premiando assolutamente l’autenticità».
Secondo l’influencer è in corso sulle piattaforme una forte reazione alla proliferazione dei contenuti realizzati artificialmente.
Favretto ha ricordato anche di essersi imbattuta personalmente in immagini o video talmente realistici da apparire inizialmente autentici.
«È talmente ben fatto che un po’ ti disturba il fatto che tu abbia magari perso tempo a guardare un contenuto che non è reale».
Un fenomeno che, secondo la sua analisi, rende ancora più preziosa agli occhi del pubblico la presenza di una persona riconoscibile e autentica dietro il profilo.
Meno filtri e anche le giornate difficili
Per Favretto l’autenticità non significa soltanto scegliere fotografie meno elaborate.
Significa raccontare anche quelle parti della quotidianità che normalmente potrebbero restare fuori dalla rappresentazione pubblica.
«Vogliono la persona con magari meno filtri, semplice, che dica la realtà delle cose anche quando hai una giornata no».
La stessa influencer ha raccontato di essersi aperta maggiormente con i propri follower in un momento personale caratterizzato da una maggiore discontinuità nella presenza su Instagram.
Ha condiviso storie differenti dai contenuti più ordinari della quotidianità e la risposta ricevuta l'ha colpita.
«Ho visto che molte persone si sono immedesimate, quindi mi hanno scritto in privato».
Quando il social crea identificazione
È proprio qui che, nella riflessione di Favretto, emerge uno degli elementi che continuano a rendere potente la comunicazione sui social: la capacità delle persone di riconoscersi nell’esperienza raccontata da qualcun altro.
Non soltanto immagini perfette, dunque, ma esperienze, giornate complicate, pensieri e momenti nei quali chi segue può ritrovare qualcosa di sé.
«Ho capito che almeno su Instagram non è cambiato. Apprezza sempre maggiormente adesso l’autenticità nei contenuti e nelle persone, nel modo in cui abbiamo di condividerci».
In un ambiente digitale sempre più popolato da contenuti artificiali, il futuro dei social potrebbe quindi passare paradossalmente proprio da ciò che le piattaforme avevano iniziato progressivamente a nascondere: la normalità.
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