“Si può fare siderurgia nel rispetto dell’ambiente? Una siderurgia diversa? La riconversione delle aree ed un sistema integrato di economia circolare? Si. Lo dimostra il caso TRIESTE”.
Così ha esordito l’Assessore Regionale alla Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile FABIO SCOCCIMARRO al meeting ‘Zoom’
"SIDERURGIA: ASSET STRATEGICO DEL PAESE" organizzato dal senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, responsabile del Dipartimento Impresa, con relatori l’on. Francesco Lollobridgia, capogruppo FdI alla Camera, l’on. Raffaele Fitto, co-presidente del Gruppo ECR, l’on. Fabio Ramepelli, vicepresidente dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati, per un confronto con i rappresentanti sindacali degli stabilimenti di Taranto, Terni, Piombino, Trieste e Genova.
“Dopo pochi mesi dalle dichiarazioni programmatiche - ha proseguito Scoccimarro - il confronto con il Gruppo ARVEDI, quindi dopo un anno di governo gli agreement.
Infine l’accordo di programma stipulato a giungo 2020 che vede una lunga lista di enti pubblici e privati insieme con l’obiettivo di garantire appunto tre pilastri della nostra società: salute, lavoro e ambiente”.
“Lo sviluppo sostenibile, o come di recente è stato denominato il ministero della transizione ecologica, ha proprio questo obiettivo. Con un investimento di oltre 227 milioni di euro tra risorse pubbliche e private per realizzare la riconversione produttiva degli stabilimenti di Trieste e Cremona del Gruppo Arvedi, si punta infatti ad una riqualificazione industriale e ambientale dei territori interessati e salvaguardare i lavoratori con zero esuberi - ha spiegato l’esponente meloniano della Giunta FVG.
A TRIESTE procede a ritmo serrato la demolizione dell’area a caldo che a ridosso del tessuto urbano inevitabilmente aveva un impatto negativo sulle persone che vivevano nel rione di Servola, ma anche su tutta la città di Trieste.
Un obiettivo raggiunto dopo oltre 20 anni e 4 anni dalla firma del precedente accordo di programma siglato dal Partito Democratico (Renzi-Serracchiani) che avrebbe garantito lunga vita all’impianto se non vi fosse stato un cambio di rotta politica al GOVERNO della REGIONE e una serrata trattativa, anche dura nei primi tempi, da parte del sottoscritto con il cav. Arvedi”.
“Quello che era fondamentale, oltre alle politiche industriali e ambientali – ha aggiunto l’esponente di FRATELLI D'ITALIA - era la tutela dei lavoratori nella chiusura dell’area a caldo e grazie alle energie e risorse del MISE e della Regione FVG (assieme a quella Lombardia per quanto riguarda il versante CREMONA del gruppo ARVEDI), si è riusciti a portare a casa un risultato storico: si pensi che l’area a caldo di TRIESTE veniva costruita nel 1897”.
Nello specifico, Scoccimarro ha poi ricordato i principali punti del piano che prevede la realizzazione a TRIESTE di nuove linee di zincatura e verniciatura (con un investimento di 86 milioni di euro) e un intervento sugli impianti di CREMONA (53 milioni di euro) con lo scopo di sostituire la ghisa con il rottame ferroso per ottenere fino al 100% della carica dei forni elettrici (piano industriale denominato Azimut, Arvedi Zero IMpact Ultra Thin strips).
Green Energy for Steel costruirà con oltre 56 milioni di euro una nuova centrale di cogenerazione ad alto rendimento a servizio del sito produttivo di Trieste, con un ciclo combinato a minor impatto ambientale e con maggiore efficienza energetica rispetto alla centrale esistente.
L’investimento comprende anche un progetto di ricerca e sviluppo, del valore di 32 milioni di euro, legato agli investimenti per lo stabilimento di CREMONA. L’obiettivo è ottenere una produzione di acciaio di elevata qualità senza l’utilizzo di materiali vergini (ghisa), introducendo nuovi processi finalizzati al trattamento e alla lavorazione esclusiva del rottame ferroso, riducendo il carico di emissioni di Co2.
“Abbiamo scelto in accordo con il GRUPPO ARVEDI questo percorso virtuoso e soprattutto rapido, per evitare lo spauracchio di un deserto in stile "Bagnoli" - ha concluso Fabio Scoccimarro.
Una promessa mantenuta che coniuga industria, occupazione, ambiente e salute oltre allo sviluppo portuale nell'area ex FERRIERA con una logistica all'avanguardia.
Un buon esempio di sinergia pubblico/privato, con l'auspicio e l'orgoglio venga imitata”.