Scuole, Rosolen “I dati di oggi dimostrano chiaramente che non ci si infetta a scuola”. Intanto in arrivo 40mila test rapidi.
“I dati di oggi dimostrano chiaramente che non ci si infetta a scuola”. E’ quanto ha dichiarato l’Assessore all’Istruzione Alessia Rosolen durante la conferenza stampa sulla Sanità regionale svoltasi questa mattina nel Palazzo della Regione. “E’ un dato positivo in quanto significa che le scuole si sono organizzate. Il sistema sanitario ha risposto immediatamente all’appello e alle emergenze che si sono verificate all’interno delle scuole, iniziando a farlo già dai primi casi dei ragazzi che frequentavano i corsi di recupero di fine estate. Già da settembre – aggiunge Rosolen - abbiamo colmato lacune che derivavano dagli interventi del ministero dell’Istruzione e del Comitato Tecnico Scientifico. In primis in ordine al raccordo costante che ci deve esserci tra le scuole e le prevenzioni. Lo Abbiamo fatto immediatamente in seguito al primo caso a Cervignano e abbiamo costruito un raccordo con le scuole tramite l’ufficio scolastico”.
Secondo i dati, infatti, dal 1 settembre al 12 ottobre 2020 solo 276 dei 1803 casi positivi registrati in Friuli Venezia Giulia, rientrano nella fascia di età compresa dai ‘0 ai 18 anni. Per questa fascia, l’infezione è avvenuta a scuola solo nel 10.7% dei casi.
In merito ai dati da tenere maggiormente sotto osservazione, l’Assessore ha aggiunto: “Dai dati emerge che la circolazione del virus è molto più alta all’interno delle scuole secondarie di secondo grado e maggiormente tra gli alunni più che gli insegnanti. Questo è un dato legato all’attività sociale e alle tipologie di contatto che i ragazzi più grandi hanno con i propri coetanei al di fuori della scuola. Bisogna continuare a vigilare attentamente la corretta applicazione dei protocolli perché questa pandemia necessita di una responsabilità condivisa. Per noi la chiusura delle scuole sarebbe una sconfitta: le scuole sono in cima alla piramide delle esigenze che bisogna garantire”, ha concluso l’Assessore annunciando, con il vicepresidente con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, l’arrivo di 40mila test rapidi che saranno messi a disposizione in modo esclusivo a favore del settore scolastico.
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