sabato 7 novembre 2026
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Cronaca

Cavana-SHOCK, rapinato e picchiato a sangue da 5 ragazzini: "Naso e labbro rotto, timpano perforato al 40% con intervento difficile"

Luca Marsi·
Cavana-SHOCK, rapinato e picchiato a sangue da 5 ragazzini: "Naso e labbro rotto, timpano perforato al 40% con intervento difficile"

"Ciao, chi mi conosce sa che sono una persona abbastanza riservata e non mi piace più di tanto spiattellare ai quattro venti la mia vita.

Però purtroppo l’orecchio continua a fischiare e mi sembra assurdo che io la domenica sera debba pensare che fra qualche giorno probabilmente dovrò subire un intervento chirurgico, invece di pensare ad altro.

Il tutto è successo venerdì, dopo una serata passata a Trieste con amici.

Una serata normale e tranquilla, fino a quando non arriva il momento di tornare a casa: io e la mia coinquilina ci avviamo a casa a piedi, siamo in zona Cavana, ed un gruppo di ragazzi iniziano a inseguirci e infastidirci.

Sono più piccoli, credo vogliano fare solo i gradassi e non do loro corda fino a quando non mi vengono faccia a faccia, iniziano a chiedere soldi e, alla mia risata (perché mi sembrava l’apice dell’assurdo), uno mi colpisce con un pugno in faccia. Lo fermo, sperando che gli amici lo portino via, ma così non è.

Il mio intento non è assolutamente quello di assecondare la cosa, penso al turno della mattina successiva e alla mia amica spaventata. Ma loro non si fermano, ne arrivano 5 e continuano a colpirmi in faccia con pugni, SENZA MOTIVO.

Ho paura possano fare del male a lei, ho paura possano tirare fuori coltelli o che la situazione degeneri, quindi non rispondo con la violenza ma cerco solo di neutralizzarli, ma sono in cinque ed io uno.

E per dirla tutta non avrei saputo nemmeno da dove incominciare, non ho mai alzato le mani in 29 anni, non ho mai partecipato ad una rissa e soprattutto ero consapevole di avere davanti gente più piccola, ero anche consapevole che sono grande e grosso e che con un pugno a caso andato bene a segno avrei potuto stenderne uno. E poi? Se gli avessi causato un trauma cranico? Se cadendo sbatteva la testa?  Nella vita sono anche un medico, ho fatto un Giuramento e paradossalmente avrei dovuto prestare soccorso al mio aggressore.

Questi però sono infami e continuano a colpirmi, finché cado a terra e continuano a sferrarmi calci alla testa.

Finalmente alla minaccia della mia amica di chiamare i carabinieri scappano via.

Ho il naso ed il labbro rotto, oltre ad un timpano perforato al 40% per il quale molto probabilmente dovrò operarmi (un intervento che mi hanno già detto non essere semplice).

Ma tutto questo non succede nel Terzo Mondo, ma a Trieste, una città  che trasuda storia, scienza e cultura, in una serata e in una zona tranquilla, a neanche 100 metri da Piazza Unità, una delle piazze più belle del mondo, completamente A CASO e senza un motivo.

Il bello è che tutto questo non mi era mai successo, nemmeno quando bevevamo l’ultima in bar considerati poco raccomandabili, o mangiavamo dal paninaro fuori la discoteca con ceffi non proprio tranquilli. Ma è successo nella città in cui lavoro, a 100 metri da casa.

Sono un ragazzo e raccontarvi questa cosa mi fa sentire e risultare poco virile, poco uomo, ma credetemi non avrei saputo nemmeno da dove iniziare ad affrontarne cinque.

Queste cose non dovrebbero succedere e non voglio stare qua a pontificare su problemi educazionali o di assenza di valori, non è il mio.

Ma vi condivido la mia esperienza per cercare di sensibilizzare su quanto successo, perché come è successo a me (che sono anche “grande e grosso” cit), domani potrebbe succedere ad un ragazzino, una ragazzina o ad una persona più fragile e finire in modo ancora più grave. E non è giusto, tutto ciò non deve diventare ed essere la normalità."

E' la testimonianza shock di un 29enne originario della provincia di Gorizia

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