Raggiro telefonico da 19 mila euro, i carabinieri bloccano il conto e salvano il denaro

Intervento rapido e recupero integrale del denaro
I carabinieri della stazione di Latisana hanno portato a termine un’operazione che ha permesso di risolvere un caso di truffa ai danni di un cittadino locale, restituendo alla vittima l’intera somma sottratta, pari a 19.000 euro. L’attività investigativa, condotta con tempestività, ha portato all’individuazione del presunto responsabile, un 45enne residente fuori regione, denunciato all’autorità giudiziaria. L’elemento centrale dell’operazione è stato il rapido blocco del conto corrente sul quale era confluito il denaro, misura che ha consentito di preservare l’importo e procedere alla successiva restituzione.
Il raggiro telefonico e il finto operatore
Secondo quanto ricostruito, i fatti risalgono a qualche settimana fa, quando la vittima era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come operatore di un noto circuito di pagamenti digitali. Con modalità ingannevoli, il truffatore era riuscito a conquistare la fiducia dell’interlocutore, inducendolo a effettuare un bonifico verso un conto indicato come “sicuro”. Solo dopo aver autorizzato l’operazione, il cittadino ha compreso di essere stato raggirato e si è rivolto immediatamente ai carabinieri, formalizzando la denuncia.
Il sequestro del conto e la restituzione dei 19 mila euro
Ricevuta la segnalazione, i militari si sono attivati senza ritardo per risalire all’intestatario del conto e hanno richiesto all’autorità giudiziaria il sequestro tempestivo del rapporto bancario. L’intervento ha consentito di recuperare l’intera somma sottratta, pari a 19 mila euro, poi riconsegnata alla vittima nei giorni scorsi. Un esito che sottolinea l’importanza della rapidità nella segnalazione e nella gestione delle truffe informatiche e telefoniche.
Indagini in corso e richiamo alla prudenza
Le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità ulteriori e accertare se il 45enne possa essere coinvolto in episodi analoghi sul territorio nazionale. Viene ribadito che nessun organo di polizia o istituto bancario può chiedere l’emissione di versamenti di denaro: in caso di dubbi o sospetti è sempre possibile rivolgersi al Comando provinciale carabinieri di Udine o contattare il numero di emergenza 112. Si ricorda inoltre che, in base al principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta a indagini potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.
Articoli correlati
CronacaTrieste, ritrovata Snjezana Veselic: la 69enne era scomparsa dopo il ricovero a Cattinara
Si è concluso positivamente il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse attivato dopo la sparizione di Snjezana Veselic , la donna di 69 anni nata a Fiume della quale si erano perse le tracce dopo il ricovero all'ospedale di
CronacaTragedia in Fvg, cade dal tetto di casa durante le pulizie: morto un uomo di 61 anni
Tragedia in via Cappellari a Porcia di Pordenone, dove un uomo di 61 anni e' morto a cause delle gravissime ferite riportate cadendo dal tetto dell'abitazione. Non e' ancora stata accertata l'esatta dinamica dell'accaduto, ma sembra si sia
CronacaTrieste, Colummi: «Tradizione rischia di scomparire, il dialetto deve produrre anche cose nuove» (VIDEO)
Non soltanto conservare il dialetto triestino, ma utilizzarlo per creare nuovi spettacoli, nuova musica e nuovi linguaggi . Elisa Colummi rilancia una visione dinamica della cultura locale, nella quale la tradizione non deve essere congelat
CronacaGiovani e alcol: «Anziché berne cinque ne bevono uno o due, ma scelgono cosa bere» (VIDEO)
Meno quantità, maggiore attenzione alla qualità e una crescente ricerca dell'esperienza. È la lettura proposta da Stefano Rebek sul rapporto tra le nuove generazioni e il consumo di alcol, intervenendo durante la diretta di Trieste Cafe ded

