Nuova chiusura di un locale storico a Trieste: il 15 aprile addio a Podrecca "dove si trovava di tutto" (FOTO)

Tra pochi giorni Trieste perderà uno dei suoi negozi storici, con più di un secolo e mezzo di storia sulle spalle.
Infatti il prossimo 15 aprile il negozio Podrecca, posto al numero civico 42 di via Mazzini e specializzato nella vendita di pentole, bicchieri, piatti, ceramiche e numerosissimi ricambi in genere abbasserà le serrande per l’ultima volta.
Purtroppo, dopo vari sforzi ed appelli lanciati per aiutare questa importante realtà del territorio Podrecca cesserà definitivamente una storia iniziata nel 1870.
Da tempo sulle vetrine esterne campeggia una scritta che ricorda la vendita promozionale in corso, con sconti fino al 70 %.
Chi entra in questa attività commerciale è subito rapito da qualcosa di magico ed inaspettato, dove il tempo sembra essersi fermato: pavimento in legno d’epoca che sembra raccontare ad uno ad uno tutti quelli che hanno varcato la soglia di quel negozio alla ricerca di qualcosa che la grande distribuzione non riesce a reperire.
<Dai documenti che disponiamo – racconta Carlo Zolia, che assieme al figlio Michele gestisce attualmente l'esercizio – sappiamo che nel 1870, al momento dell'apertura, si trattava di una ditta individuale gestita dalla famiglia Magello>.
Questo negozio specializzato sorse proprio in questa via, allora nota come Contrada Nuova, in quanto si trattava della strada triestina dedicata per eccellenza alla vendita di casalinghi.
La strada era allora conosciuta anche come via dei Crepi, cioè dei piatti vecchi.
Nel 1921 l'esercizio commerciale viene rilevato da Silvia Podrecca che vi resterà fino al 10 giugno 1944, quando muore sotto il bombardamento della propria casa di via S. Francesco.
Da quel momento l’attività prosegue grazie alle sorelle Margherita e Ida, che proseguiranno la conduzione della bottega per trent’anni, finché non subentreraanno definitivamente i figli di una di loro, Giuliano e Bruno Zolia, già presenti in negozio dalla metà degli Anni Sessanta.
Carlo Zolia ha intrapreso questo lavoro alla morte del padre per non abbandonare quello che è diventato un punto di riferimento per tutta la città.
<L'aspetto attuale della nostra bottega – continua Carlo Zolia – risale ai primi decenni del secolo scorso e lo possiamo affermare con certezza perché abbiamo trovato alcuni progetti del nostro mobilio risalenti agli anni '10 – '20. Quando i clienti che vengono da noi per la prima volta restano un po' stupiti: qui sembra che il tempo si sia fermato e questa diventa anche un' occasione per vedere come si presentavano i negozi del passato>.
Purtroppo negli ultimi anni il mondo è cambiato: prima l’aumento dell’affitto, poi il Covid e la concorrenza della grande distribuzione hanno determinato la triste scelta, quella di chiudere un’attività che sicuramente mancherà alla città.
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