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Cronaca

“No ai manganelli, sì a educazione e controlli”: cosa pensano i giovani sul fenomeno Maranza a Trieste (VIDEO)

Luca Marsi·
“No ai manganelli, sì a educazione e controlli”: cosa pensano i giovani sul fenomeno Maranza a Trieste (VIDEO)

Durante l’aperitivo targato MashUp, tenutosi nella serata di venerdì 21 giugno al locale Le Vele di Trieste, la redazione di Trieste Cafe, media partner dell’iniziativa, ha raccolto alcune opinioni dei giovani presenti sul tema dell’ordine pubblico legato al fenomeno Maranza.

La domanda, ispirata alle recenti polemiche sorte attorno a un articolo pubblicato online che proponeva l’uso dei manganelli come strumento di deterrenza contro le baby gang, ha fatto emergere una netta opposizione all’uso della forza, ma anche la richiesta pressante di maggiore sicurezza e controllo nelle ore serali in città.

Contro i manganelli, ma a favore di più controlli

Le risposte sono state quasi unanimi: nessuno dei giovani intervistati si è detto favorevole all’utilizzo dei manganelli per affrontare i comportamenti devianti legati ai gruppi di giovanissimi che da mesi fanno discutere l’opinione pubblica triestina. Tuttavia, molti hanno sottolineato che la situazione in alcune zone della città – specie nelle ore serali – sta diventando preoccupante, tanto da generare una crescente sensazione di insicurezza.

«La situazione è tragica – ha dichiarato una ragazza – servirebbero più controlli e presenza delle forze dell’ordine, soprattutto in centro, dove spesso si verificano risse o atti vandalici». Un’altra giovane ha ironizzato proponendo «manganelli dell’amore», ribadendo però la necessità di interventi concreti ma non violenti.

Educazione, prevenzione e dialogo: le alternative secondo i ragazzi

Molti hanno invocato un cambio di prospettiva. Non solo misure repressive, ma educazione civica e sensibilizzazione, a partire dalla scuola e dalle famiglie. «Bisogna educare i giovani fin da piccoli – ha affermato uno degli intervistati – per insegnare a comportarsi in modo civile. Serve più prevenzione, non la violenza».

C’è anche chi ha proposto multe più salate o sanzioni esemplari, ma sempre nel rispetto della legalità e dei diritti. «Sono contrario all’uso della forza, ma bisogna essere fermi con chi crea problemi – ha detto un altro ragazzo – magari con misure restrittive ma proporzionate».

Un disagio da ascoltare, non solo da punire

Le opinioni raccolte da Trieste Cafe testimoniano una generazione attenta, consapevole, spesso sottovalutata, che chiede di essere ascoltata e coinvolta, non criminalizzata. I giovani non si tirano indietro nel riconoscere l’esistenza del problema, ma chiedono strumenti educativi e spazi di confronto per affrontarlo davvero, evitando le scorciatoie del pugno duro.

Come ha sottolineato uno degli intervistati: «Usare la violenza contro altra violenza è sempre sbagliato. Ci vogliono altre filosofie e approcci, altrimenti non cambierà mai nulla».

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