Lorenzo Giorgi: “Burocrazia blocca tutto”, tra concerti e sviluppo la città cerca un cambio di passo (VIDEO)

Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, Lorenzo Giorgi ha portato un punto di vista che tiene insieme due piani: la preoccupazione per la tenuta industriale e la riflessione sul modo in cui la città può agganciare opportunità, eventi e sviluppo. Il suo intervento si muove tra pragmatismo e critica, soprattutto quando si parla di burocrazia.
“Turismo sì, ma non basta”: la difesa della parte industriale
Intervenendo dopo gli aggiornamenti sulla vertenza Innoway, Giorgi ha richiamato un principio che ha ripetuto in modo chiaro: non si può vivere di solo turismo. Ha detto che bisogna creare e mantenere anche la parte industriale, perché serve offrire ai cittadini lavori diversi, non orientati esclusivamente al comparto turistico e a ciò che gli ruota intorno. In questa lettura, l’industria non è una nostalgia del passato, ma un equilibrio necessario per la città.
Il ragionamento sugli eventi: primavera, stadio e “mentalità da cambiare”
Sul tema concerti, Giorgi ha commentato la scelta di Capodistria e della tarda primavera come un tentativo che può funzionare. Ha ricordato un’esperienza personale in Puglia, nel periodo natalizio, descrivendo manifestazioni all’aperto con migliaia di persone nonostante il freddo. Il suo messaggio, in diretta, è che forse va cambiata mentalità e che in altre realtà l’idea di fare eventi fuori stagione è già normalità.
Il tema degli spazi: Piazza Unità, stadio e palazzetto
Giorgi ha anche osservato che gli spazi all’aperto a Trieste sono quelli che sono, citando Piazza Unità come luogo importante e lo stadio come spazio difficile da utilizzare in certi periodi. Ha suggerito che il palazzetto potrebbe essere più semplice da incastrare, lasciando intendere che la logistica è un fattore decisivo nel determinare cosa si può fare e quando.
Burocrazia e organizzazione: “in Slovenia meno rotture”
Un passaggio molto diretto del suo intervento ha riguardato il confronto con la Slovenia. Giorgi ha parlato di un sistema più snello, con meno “rotture” sul piano burocratico rispetto all’Italia. Ha detto che il controllo e la sicurezza sono giusti, ma che quando la burocrazia diventa folle finisce per impedire la realizzazione di iniziative. Nel suo discorso, il problema non è la regola in sé, ma l’idea che la priorità diventi il “libro burocratico” invece del bene dei cittadini e degli imprenditori.
L’esperienza dell’organizzazione eventi e l’episodio Fragola
Giorgi ha ricordato un’esperienza di organizzazione di un concerto gratuito in città, citando la serata con Lorenzo Fragola e descrivendo la piazza piena. Ha raccontato anche un dettaglio legato alle richieste contrattuali per il camerino, citando dotazioni previste ma poi non utilizzate. Nel racconto, emerge un punto: organizzare è complesso e richiede incastri, risorse e collaborazione. E non sempre, secondo quanto detto, la collaborazione arriva in modo lineare.
Trieste “capitale” di un’area vasta: Istria e Udine come parte dello stesso flusso
Guardando oltre la singola data di un concerto, Giorgi ha proposto una chiave: Trieste dovrebbe ragionare come capitale di un’area vasta che include Istria e Udine. La vicinanza geografica, nel suo discorso, rende gli eventi a Capodistria o Portorose comparabili a uno spostamento tra quartieri di una grande città. Da qui l’idea che questi flussi vadano letti come opportunità e non solo come “concorrenza”.
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