"Le molestie non fanno parte del lavoro": USB Trieste lancia l'allarme sulla stagione estiva

Riceviamo da USB Federazione di Trieste e pubblichiamo quanto segue.
Con l'avvicinarsi della stagione estiva, l'aumento dei flussi turistici e l'intensificazione delle attività legate alla ristorazione, all'accoglienza, agli eventi e all'intrattenimento, tornano ad emergere con maggiore forza le criticità che caratterizzano un settore sempre più centrale nell'economia dei nostri territori. Dietro la vetrina del turismo e della movida si nasconde troppo spesso una realtà fatta di precarietà, lavoro povero, contratti brevi, stagionalità estrema, part-time involontari, lavoro grigio e condizioni di forte ricattabilità per migliaia di lavoratrici e lavoratori. USB denuncia da anni queste condizioni attraverso la campagna nazionale "Cercasi Schiavo/a", rivendicando salari dignitosi, contrasto al lavoro nero e irregolare, maggiori controlli ispettivi, sicurezza nei luoghi di lavoro e piena tutela dei diritti. Tra le problematiche più diffuse e meno denunciate vi sono le molestie, le discriminazioni di genere e gli abusi di potere. Il settore della ristorazione e del turismo espone infatti le lavoratrici a rischi particolarmente elevati: il rapporto diretto con la clientela, i ritmi frenetici, la cultura aziendale spesso improntata all'informalità e la dipendenza dalla riconferma stagionale o dal rinnovo del contratto rendono più difficile denunciare comportamenti scorretti.
Molte lavoratrici scelgono il silenzio per paura di perdere il posto di lavoro, di non essere richiamate la stagione successiva o di subire ritorsioni. Una condizione che favorisce il perpetuarsi di molestie, discriminazioni, sessismo, razzismo, omotransfobia e altre forme di violenza sul lavoro. Vogliamo ribadire con chiarezza un principio fondamentale: molestie e violenze non fanno parte del lavoro. Non esistono giustificazioni legate al contesto, al numero di clienti, agli eventi o al cosiddetto "clima di festa". La normativa vigente impone ai datori di lavoro l'obbligo di garantire ambienti di lavoro sicuri e rispettosi della dignità delle persone. Il D.Lgs. 81/2008 impone la valutazione di tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro, compresi quelli derivanti da molestie e violenze. L'Italia ha inoltre ratificato la Convenzione ILO n. 190, che riconosce il diritto di ogni persona a un mondo del lavoro libero da violenze e molestie.
Per questo USB Federazione di Trieste invita tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che subiscono molestie, discriminazioni, comportamenti vessatori, ricatti o qualsiasi forma di abuso sul posto di lavoro a non rimanere soli. Presso la sede USB di Trieste è già attivo lo Sportello contro le discriminazioni di genere e le molestie nei luoghi di lavoro, uno spazio di ascolto, supporto, orientamento e tutela sindacale.
Lo sportello è a disposizione per raccogliere segnalazioni, fornire assistenza legale specifica, valutare le possibili azioni di tutela e accompagnare le lavoratrici e i lavoratori nei percorsi necessari per far valere i propri diritti. Invitiamo chiunque si trovi in queste situazioni a contattare USB e a rivolgersi direttamente presso la nostra sede di Via Ponziana 5/b a Trieste. Solo rompendo il silenzio, costruendo solidarietà e organizzazione collettiva è possibile contrastare molestie, discriminazioni e abusi nei luoghi di lavoro.
foto di PixelWanderer da Pixabay
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