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Cronaca

Ingegneria della sostenibilità: il cantiere record della A4 tra sfide idrauliche e innovazione

Luca Marsi·
Ingegneria della sostenibilità: il cantiere record della A4 tra sfide idrauliche e innovazione

Non un semplice ampliamento dell’autostrada esistente, ma la costruzione di una vera e propria nuova autostrada visto che lungo il tracciato a tre corsie della A4 (Venezia – Trieste) che si snoda oggi per più di 75 chilometri (compresa la trasformazione in autostrada del raccordo Gorizia – Villesse) sono stati costruiti ex novo finora 22 ponti e viadotti, 27 cavalcavia, 37 sottopassi, 126 scatolari, 154 aree di depurazione e 45 chilometri di barriere fonoassorbenti.

 

L’opera e il suo stato di avanzamento sono stati oggetto di un importante convegno all’ordine degli ingegneri di Venezia.

 

L’ampliamento con la terza corsia dell’autostrada A4 tra Quarto d’Altino e Villesse lunga 84 chilometri è stata inserita dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica il 21 dicembre 2001 nel “Primo programma delle opere strategiche”. Da allora, è stata sempre confermata quale opera prioritaria e strategica per il Paese. Solo però con la dichiarazione dello stato di emergenza dell’autostrada A4 e il Decreto per la Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’11 luglio 2008, che ha disposto che il Commissario delegato provvedesse al compimento di tutte le iniziative finalizzate alla realizzazione delle opere, si è potuto mettere in atto un’importante ed incisiva attività.

 

Come quindi ha avuto di spiegare il direttore della direzione tecnica di Autostrade Alto Adriatico e Rup dell’ampliamento della A4 con la terza corsia, Paolo Perco, la progettazione e realizzazione di lavori di questo tipo hanno dovuto superare diversi ostacoli sia tecnici sia burocratici, che hanno impedito di velocizzare l’avvio degli interventi. Ad esempio, l’ing. Perco ha spiegato che “Il quadro normativo che disciplina il settore autostradale non consente di effettuare investimenti, e quindi di appaltare lavori, se il piano economico finanziario della Concessionaria non è approvato, dopo un iter che può durare anche anni”. A questo si aggiunga che è stato anche necessario attendere i tempi necessari per il subentro di Società Autostrade Alto Adriatico nel contratto di concessione di Autovie Venete, scaduto nel 2017 e portato a compimento a luglio 2023. E’ utile ricordare poi che non si tratta di un’opera finanziata dallo Stato; a fronte di circa 2 miliardi di euro di valore complessivo non vi sono stati contributi rilevanti messi a disposizione da parte dell’Erario e il finanziamento dei lavori avviene grazie agli introiti che si ottengono attraverso i pedaggi, che la Società non aumenta da 8 anni e che risultano tra i più bassi d’Italia. Nonostante tutte queste difficoltà, Autostrade Alto Adriatico ha investito oltre un miliardo di euro nell’opera, in gran parte con fondi propri della Società, peraltro in un periodo storico caratterizzato dalla pandemia e dalle crisi internazionali, che hanno determinato l’aumento dei costi dei materiali (600 milioni di euro in più dal 2022 a oggi).

 

Completata la terza corsia necessariamente nell’unico tratto che non dispone di alternative autostradali, ovvero il tratto compreso tra il nodo di Portogruaro (A4/A28) e il nodo di Palmanova (A4/A23), ora la sfida è costituita dall’ampliamento del tratto di autostrada A4 in Regione Veneto ancora a due corsie per senso di marcia tra San Donà di Piave e Portogruaro. L’opera dovrà essere realizzata mantenendo in esercizio l’autostrada a due corsie per senso di marcia e, a livello di costi (quadro economico di 870 milioni di euro) e in termini ingegneristici, non ha eguali in Italia, in questo momento. All’inizio dell’estate verrà presentata la prima stesura del progetto esecutivo e l’avvio dei lavori è previsto nei primi mesi del 2027.

 

Lungo l’intero tratto saranno demoliti e ricostruiti: 9 ponti su corsi d’acqua, tra cui i nuovi ponti sui fiumi Malgher e Livenza (per i quali, in particolare, le prescrizioni idrauliche formulate dagli enti competenti impongono un significativo innalzamento della quota autostradale rispetto all’esistente); 12 sottopassi di viabilità e linee ferroviarie; oltre 50 attraversamenti idraulici; 3 cavalcavia. L’opera comprende inoltre il nuovo svincolo e casello di San Stino di Livenza, che sorgerà a circa due chilometri ad est dell’attuale, e che sarà potenziato con 3 porte di ingresso e 5 di uscita per una larghezza complessiva di circa 70 metri della linea di esazione e l’adeguamento delle rampe dello svincolo autostradale di Cessalto.

 

Andrea Menin, direttore Unità Organizzativa Logistica, Navigazione, Ispettorati di porto e Pianificazione della Regione Veneto: “Come Regione sosteniamo da tempo l'attuazione di questa importante infrastruttura, che riteniamo di interesse strategico e per questo motivo abbiamo inserito nel Piano Regionale dei Trasporti. Inoltre, la Regione affianca la struttura commissariale tramite un proprio soggetto attuatore, che collabora, con specifiche competenze tecniche, con il RUP dell’intervento ed in questi anni ha potuto raccogliere le istanze dei territori, ricercando soluzioni efficaci e coerenti alle medesime. Nel concreto, l’opera contribuirà, assieme ad altre, a connettere il Veneto ai mercati nazionali e internazionali, per la crescita sostenibile dell’economia regionale”.

 

Mariano Carraro, Presidente Ordine Ingegneri di Venezia: “La terza corsia A4 Venezia Trieste è molto più di un intervento viario, è un laboratorio avanzato dove si misura la capacità dell’Ingegneria di coniugare efficienza, sicurezza, continuità del servizio e tutela ambientale. Per il Nordest rappresenta un modello strategico, un banco di prova concreto per sviluppare l’Ingegneria della Sostenibilità, capace di generare competitività, concertazione, qualità territoriale e valore per le future generazioni”.

 

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