martedì 6 ottobre 2026
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Cronaca

«In Bosnia è in atto una catastrofe umanitaria: l'Italia fermi i respingimenti illegali»

Luca Marsi·

ICS si associa alle profonde preoccupazioni espresse nella lettera di Dunja Mijatović, Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, con la quale sollecita le autorità della Bosnia Erzegovina a farsi carico della grave crisi umanitaria in corso nel cantone Una-Sana, dove sono ormai centinaia i rifugiati e migranti che dormono all'addiaccio. 

 

Come si legge nella lettera, “Risulta che, alla data di ottobre 2020, siano 6770 i richiedenti asilo e migranti accolti in campi situati nella Federazione della Bosnia Erzegovina. Si stima che il numero di coloro che dormono all’addiaccio o in palazzi abbandonati nel Cantone di Una Sana e altrove nel paese va da 2000 a 3500 persone”. 

 

Ormai da mesi diverse organizzazioni internazionali, associazioni e volontari – tra cui la rete RiVolti ai Balcani di cui ICS fa parte – denunciano le condizioni insostenibili in cui vivono queste persone, arrivate percorrendo la “rotta balcanica”. Ma nulla è stato fatto per risolvere la situazione, nemmeno ora con l'arrivo della stagione più fredda. 

Le riammissioni a catena, che dal confine italo-sloveno deportano illegalmente i rifugiati fino in Bosnia, hanno l'effetto di esporre le persone a condizioni inumane e a un rischio di morte: vanno pertanto immediatamente fermate. 

 

Per maggiori informazioni: https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia- Erzegovina/Bosnia-Erzegovina-catastrofe-umanitaria-annunciata-207128 

 

 

 

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