Garlasco, le nuove analisi in casa Poggi: a Quarto Grado si riaprono scenari rimasti oscuri

Nel corso dell’ultima puntata di Quarto Grado, il programma di Rete 4 condotto da Gianluigi Nuzzi, sono stati mostrati dettagli inediti relativi alle nuove analisi effettuate nella casa di Chiara Poggi, a Garlasco, in seguito alla riapertura dell’inchiesta sulla sua uccisione, avvenuta il 13 agosto 2007. Al centro dell’approfondimento, le operazioni condotte nell’ambito dell’incidente probatorio e i reperti raccolti, che potrebbero rivelare elementi finora rimasti in secondo piano.
La trasmissione ha ricostruito passo dopo passo l’esame della spazzatura della casa, sequestrata l’11 aprile 2008, otto mesi dopo il delitto, e da allora conservata presso l’Istituto di medicina legale di Pavia. I periti del gip hanno analizzato, davanti ai consulenti delle parti, due contenitori di yogurt, un piattino e un sacchetto di cereali: su questi oggetti è stato isolato materiale genetico riconducibile a Chiara Poggi, mentre sulla cannuccia di una confezione di Estathé è stato rilevato il profilo genetico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio.
Nessuna traccia riconducibile ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e oggetto della nuova inchiesta, è invece emersa al momento. La Procura ha per questo depositato un’ulteriore memoria al Tribunale di Pavia, chiedendo di estendere gli accertamenti anche alle impronte digitali latenti sui sacchetti dei biscotti, dei cereali e sull’etichetta dell’Estathé, finora mai analizzate.
Tutti i passaggi, iniziati il 17 giugno, sono stati videoregistrati. I tecnici della scientifica di Milano hanno aperto tre scatole sigillate e tre buste, all’interno delle quali si trovavano anche 34 fogli di acetato usati per proteggere impronte prelevate nel 2007. Durante le analisi, non sarebbe emersa alcuna traccia ematica neanche nella cosiddetta “traccia 10”, ovvero l’impronta di una mano individuata sul portone interno della villetta, ritenuta inizialmente appartenente all’assassino in fuga. Tuttavia, su quella stessa impronta è stato isolato materiale organico utile per comparazioni genetiche.
Il programma ha mostrato anche alcune immagini storiche del sopralluogo dei Carabinieri di Vigevano, in particolare quelle del salotto e della cucina: cereali sul divano, cucchiaini nel lavello, cartoni di pizza sul tavolo, piatti lasciati a scolare. Ed è proprio accanto al sacchetto dei cereali che è stato individuato un pelo mai analizzato: si tratta del pelo di uno dei gatti di Chiara – Piuma o Minù – oppure potrebbe essere un capello umano privo di bulbo? Una domanda ancora senza risposta, ma che riapre interrogativi sulla possibilità che Chiara non fosse sola nelle sue ultime ore.
Tra i dettagli evidenziati, anche la presenza di numerosi fazzolettini bianchi sparsi in più punti della casa: vicino al letto disfatto, sul tavolo, sulla sedia e sul divano. Non erano sporchi di sangue e, per questo, non sono mai stati analizzati, ma il loro numero e la loro disposizione alimentano nuovi dubbi: erano semplici tovaglioli usati durante la colazione? Oppure testimonianza di una discussione, di un pianto, di un momento emotivamente forte vissuto poco prima del delitto?
Quarto Grado riaccende così i riflettori su una scena del crimine che continua a raccontare, a distanza di anni, frammenti di verità ancora da decifrare. In attesa degli esiti definitivi delle nuove analisi, la domanda resta sospesa: che cosa è davvero accaduto a Chiara Poggi quella mattina del 13 agosto 2007?
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