Fvg, condannato per aver ucciso un uomo: condotto in galera per 24 anni di reclusione
Ieri pomeriggio Roberto Garimberti, autore dell’omicidio di Ramon Polentarutti, è stato arrestato dal personale della Squadra Mobile di Gorizia e del Commissariato Distaccato di Pubblica Sicurezza di Monfalcone, su provvedimento di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia giunto al termine dell’iter giudiziario, dopo la condanna per omicidio al processo di primo grado conclusosi alla Corte d’Assise di Trieste il 21 febbraio 2020 e la conferma in Corte d’Appello esattamente un anno dopo.
Il predetto dovrà scontare la pena definitiva di ventiquattro anni e otto mesi di reclusione perché giudicato colpevole dei reati di omicidio, depezzamento e occultamento di cadavere, appropriazione indebita, il tutto in relazione alla morte di Ramon Polentarutti, avvenuta dopo la sua scomparsa il 9 aprile 2011.
Dopo i primi accertamenti subito svolti per rintracciare lo scomparso, le lunghe e complesse indagini sull’omicidio furono conseguenti al ritrovamento del 2 novembre 2012 di frammenti ossei del cadavere della vittima all’interno di due sacchetti di polietilene del discount “DPiù” casualmente trasportati dall’acqua del canale Valentinis nelle vasche di raffreddamento della centrale termoelettrica di Monfalcone, fermandosi sulle griglie di filtraggio. Altri minimi frammenti ossei del cadavere vennero successivamente trovati durante la perquisizione del 3 giugno 2013, interrati nel giardino dell’abitazione del Garimberti in via Carducci 24 a Monfalcone, sotto un focolaio che nascondeva in profondità anche i resti scheletrici di un cane.
Imprescindibili per le indagini si sono dimostrate le competenze della Polizia Scientifica, l’impiego della tecnologia più sofisticata e il contributo di diversi validissimi consulenti tecnici.
L’Autorità Giudiziaria è stata così agevolata nel sostenere l’accusa nei confronti di Garimberti per l’omicidio volontario, la soppressione del cadavere, nonché l’appropriazione indebita del telefonino del Polentarutti, nel quale il Garimberti aveva inserito una sua scheda telefonica per farne uso dopo la scomparsa del Polentarutti, come emerso dalle indagini che sono state approfondite per lungo tempo e con notevole impegno dalla Squadra Mobile.
Garimberti Roberto è stato rintracciato al suo attuale domicilio di Monfalcone e, dopo le formalità dell’arresto, è stato condotto a scontare la pena alla Casa Circondariale di Gorizia.
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