Federalberghi su governance turistica: “Trieste non può limitarsi a piazza Unità e Miramare” (VIDEO)

Il futuro del turismo a Trieste passa da una governance più strutturata. Lo ha spiegato durante la diretta serale di Trieste Cafe Maurizio Giudici, presidente di Federalberghi Trieste, parlando della cabina di regia collegata all’imposta di soggiorno e della necessità di costruire un piano turistico con una visione almeno quinquennale.
L’imposta di soggiorno e la nuova organizzazione
Giudici ha ricordato che il tavolo legato all’imposta di soggiorno sta lavorando e che la nuova impostazione ha trovato applicazione anche nella ratifica del bilancio comunale. Questo rende disponibili i fondi necessari per far partire il coordinamento turistico.
L’obiettivo è mettere in campo manager e competenze capaci di disegnare uno sviluppo ordinato del sistema turistico cittadino.
Il coinvolgimento dell’università
Un ruolo importante sarà affidato anche all’università, già coinvolta per studi sugli impatti registrati finora. Questi dati dovranno diventare la base su cui costruire un programma di sviluppo della destinazione.
Secondo Giudici, non basta gestire i flussi: bisogna comprenderli, misurarli e organizzarli dentro un disegno più ampio.
Trieste oltre le tre immagini più fotografate
Il presidente di Federalberghi ha chiarito che Trieste non può essere raccontata soltanto attraverso piazza Unità, il Ponte Curto e il castello di Miramare, pur riconoscendoli come luoghi simbolo.
Serve una visione di destinazione almeno provinciale, capace di coinvolgere anche il Carso, i comuni della provincia e le realtà economiche dell’altipiano.
Sinergie con il territorio e con la Slovenia
Giudici ha parlato anche di collaborazioni con la Slovenia e di un convegno previsto a Muggia, a Porto San Rocco, con delegazioni slovene. Il tema sarà lo sviluppo turistico di una destinazione più ampia, con attenzione anche ai collegamenti logistici.
La prospettiva è quella di rendere più efficace il rapporto tra Trieste, la provincia e le località slovene vicine, valorizzando una mobilità più semplice e una promozione coordinata.
Una destinazione da costruire
Il punto centrale, secondo Giudici, è passare da una città che accoglie flussi a una destinazione capace di programmare. Il turismo, in questa visione, deve diventare un sistema stabile, sostenibile e condiviso.
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