sabato 7 novembre 2026
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Cronaca

Evasione iva su spazi pubblicitari, società slovena faceva da prestanome: milioni di euro evasi

Luca Marsi·
Nei giorni scorsi, a conclusione di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica di
Padova e scaturita da autonoma attività investigativa nel settore del contrasto all’evasione
e alle frodi fiscali, i Finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno dato esecuzione a
un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, di beni
e disponibilità finanziarie fino a concorrenza del valore di 2 milioni di euro circa, emesso dal
competente Giudice per le indagini preliminari nei confronti degli amministratori di 5 società,
di cui una con sede in Slovenia, operanti nel settore delle concessioni pubblicitarie.
Le investigazioni svolte dai militari della Tenenza di Piove di Sacco, a seguito dell’avvio di
un’attività ispettiva nei confronti di una società con sede dichiarata nella provincia di Padova,
hanno consentito di individuare una società di comodo, costituita in Slovenia, e due società
“cartiere” con sede in territorio italiano, costituite ad hoc per ottenere un indebito profitto in
danno dell’erario, attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per
complessivi 5,4 milioni di euro.
Nel dettaglio, gli accertamenti eseguiti hanno disvelato un meccanismo fraudolento in cui, a
seguito dell’acquisizione in Italia di spazi pubblicitari da parte della società slovena, gli stessi
venivano fittiziamente ceduti a due “cartiere” nazionali interposte, le quali, attraverso un
ulteriore passaggio e senza alcuna valida ragione economica, li trasferivano nuovamente
ad altre due imprese italiane, sempre riconducibili al soggetto detentore del capitale sociale
e amministratore dell’azienda slovena.
 
In tal modo, la creazione di più passaggi nel processo di compravendita degli spazi
pubblicitari, inizialmente ceduti da un fornitore dell’Unione europea, ha consentito alle
“cartiere” di accollarsi il debito d’imposta sorto al momento della cessione interna,
omettendo di versare l’iva all’erario, mentre ai clienti finali di detrarre la predetta imposta
sugli acquisti, così conseguendo un ingente risparmio fiscale. Naturalmente, i flussi
finanziari erano diretti al soggetto economico sloveno, il cui amministratore gestiva in Italia,
tramite un proprio sodale, le aziende beneficiarie della frode. 
 
Allo stato, la misura patrimoniale ha permesso di sottoporre a sequestro l’illecito profitto
derivante dall’evasione fiscale perpetrata, costituito da disponibilità finanziarie, beni immobili
 
e mobili per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro.
 
L’attività di servizio in rassegna costituisce un segno tangibile dell’azione delle Fiamme
Gialle a tutela dell’economia legale e a garanzia della pretesa erariale, che si è tradotta
nell’aggressione del patrimonio mobiliare e immobiliare illecitamente accumulato dai
trasgressori attraverso condotte evasive di natura fraudolenta.

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