Dipiazza svela il suo più grande rimpianto da sindaco: «Non aver fatto il parcheggio a Miramare» (VIDEO)

Dopo decenni trascorsi alla guida delle amministrazioni di Muggia e Trieste, Roberto Dipiazza individua con precisione quello che considera il suo principale rimpianto amministrativo: non essere riuscito a costruire un grande parcheggio sotterraneo nella zona di Miramare.
La confessione è arrivata durante il collegamento con la trasmissione “Verso la fine dell’estate”.
«Lì ho sbagliato a non farlo»
Alla domanda diretta su quale fosse la scelta che, tornando indietro, avrebbe voluto cambiare, Dipiazza ha indicato immediatamente un progetto.
«Il mio più grande rimpianto amministrativo è di fronte a Sticco. Hai presente dove siamo andando a Miramare?».
L’idea era quella di realizzare un garage interrato.
«Volevo fare un garage sotto terra e lì ho sbagliato a non farlo perché si sarebbe pagato da solo».
Il sindaco ha quindi ricordato le difficoltà incontrate.
«Purtroppo dopo, sai, tutto è complicato, tutto è difficile. [...] Qui in Italia c’è la B di burocrazia. È una cosa particolarmente complicata».
Fino a centinaia di posti auto
Secondo Dipiazza, quel parcheggio avrebbe potuto garantire un numero molto significativo di posti auto e avrebbe avuto una sostenibilità economica grazie alla forte frequentazione turistica della zona di Miramare.
«Il rimpianto che ho è di non aver realizzato quel parcheggio».
Il sindaco ha spiegato che sarebbe stato «sempre pieno con tutta la gente che viene a Miramare».
Un tema, quello dei parcheggi, che nella stessa trasmissione era stato sollevato anche da Vincenzo Rovinelli, a conferma di quanto la disponibilità di posti auto continui a rappresentare uno degli argomenti più discussi nel rapporto tra turismo, mobilità e sviluppo economico.
«La Trieste di oggi è completamente diversa»
Dipiazza ha poi guardato alla trasformazione complessiva vissuta dalla città dal suo primo mandato triestino nel 2001.
Per descriverla ha utilizzato un’immagine legata a piazza Unità.
Ha ricordato quando chi gestiva il Caffè degli Specchi gli raccontava la difficoltà di lavorare perché «non c’era nessuno».
«Obiettivamente adesso davanti al Caffè degli Specchi ci sono 50 persone in fila. È un piacere».
Il sindaco ha poi citato le navi attraccate davanti alla città e la presenza sempre più forte di visitatori.
«Pieno di turisti, tutti innamorati di questa città».
«Sono molto contento di quello che ho fatto»
Dipiazza non ha nascosto la soddisfazione per il percorso compiuto.
«Io sono molto contento di quello che ho fatto e di quello che ho fatto per questa città».
Un rapporto che il sindaco descrive anche attraverso il contatto quotidiano con i triestini.
«Tu cammini per la città e mi dicono delle cose e faccio un sacco di foto, tutti vogliono fare i selfie. Sono quelle cose belle».
E ancora: «Trieste è una città straordinaria che io amo e, a questo punto, devo dirti che sono anche molto amato».
Il rapporto diretto con i cittadini
Dipiazza attribuisce proprio alla capacità di mantenere un rapporto diretto con le persone una parte rilevante della sua longevità politica.
Secondo il sindaco, si tratta di un tratto del proprio carattere nato già durante l’esperienza imprenditoriale e poi trasferito alla politica e all’amministrazione.
Una relazione personale che, a pochi mesi dalla conclusione dell’attuale mandato, Dipiazza continua a indicare come uno degli elementi centrali della propria esperienza alla guida di Trieste.
Il bilancio resta quindi largamente positivo, pur con un rimpianto preciso: quel grande parcheggio a Miramare che, nelle sue parole, avrebbe voluto vedere realizzato.
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