Coronavirus, Letta: «L'idea europea è più forte di tutto»
Si conclude il primo mese di quarantena e Francesco Russo rilancia l’appuntamento con il format Appunt[a]menti, che si prefissa di capire e studiare con gli ospiti in diretta cosa si possa fare per cominciare a pensare al futuro post Coronavirus. Ospite della diretta di oggi 31 Marzo Enrico Letta, con il quale si affronta il tema dell’Europa. «L’idea europea è più forte di tutto. - dichiara Enrico Letta - Non sono euroscettico, ma distinguo l’idea di integrazione europea e le scelte politiche su singole cose. È giusto criticare apertamente le scelte che vengono fatte, salvaguardando l’idea europea. L’idea rimane ed è più forte, è l’idea del nostro futuro, ma non mi sento di difendere tutto».
Le possibili vie d’uscita da un punto di vista economico secondo Letta stanno proprio negli strumenti che l’Ue ha in mano, grazie anche a ciò che è già stato fatto «fino adesso sono stati messi in campo 750 miliardi, messi a disposizione dalla banca centrale europea che, dopo la gaffe della Lagarde, hanno immediatamente calmato i mercati. Un secondo strumento è stato togliere il limite di un terzo delle emissioni di un certo paese che ci lasciava esposti a rischio, tolto quel tetto i mercati si sono calmati. Nel 2008 non è stato messo da parte il patto di stabilità, e questo ha consentito la prima operazione da 25 miliardi in Italia. Ci hanno tornato i soldi dei fondi strutturali europei e messo da parte le regole della concorrenza, per poi intervenire nel mercato unico degli acquisti del materiale sanitario. Commissione e BCE hanno fatto tantissimo, si tratta di capire se si può aggiungere un intervento europeo a favore dell’economia reale. Da una parte c’è il famigerato MES, ma con clausole di condizionalità diverse da quelle usate con la Grecia».
C’è anche la possibilità di un nuovo veicolo, un’operazione ambiziosa e respinta dai paesi del nord, il Coronabond. Visto ancora con reticenza potrebbe, attraverso un’intervento sugli effetti del virus sull’economia e non passando sulla mutualizzazione del debito, essere riconosciuta come soluzione possibile, una combinazione delle quattro potrebbe essere una buona via d’uscita.
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