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Cronaca

Trieste, Edoardo (Fsp Polizia) chiede pene certe: «Quando sbaglia poi paga» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Edoardo (Fsp Polizia) chiede pene certe: «Quando sbaglia poi paga» (VIDEO)

Pene certe, norme più severe e conseguenze effettive per chi commette reati: è questa la richiesta che Alessio Edoardo, di FSP Polizia, rivolge al governo durante il confronto sulla sicurezza a Trieste condotto da Luca Marsi. Un intervento che parte dalla situazione cittadina e si allarga alla risposta legislativa nazionale.

«Bisogna inasprire un po’ le pene e avere delle condanne certe, in modo che la gente capisca che quando sbaglia poi paga», ha dichiarato. Per Edoardo, la presenza delle forze dell’ordine deve essere accompagnata da una risposta capace di incidere sul comportamento di chi delinque.

La convinzione di non subire conseguenze

Il rappresentante di FSP individua nella percezione di impunità uno dei nodi del problema. «La sensazione è che questi personaggi, italiani e stranieri, che delinquono sappiano che poi non gli viene fatto nulla», sostiene.

Il riferimento comprende esplicitamente italiani e stranieri: il criterio del suo ragionamento è il comportamento di chi commette reati. La richiesta di maggiore severità viene presentata come una risposta a quella che l’ospite considera una debole capacità deterrente delle conseguenze.

Alla domanda su cosa chiederebbe al governo, Edoardo risponde invocando l’impiego delle possibilità legislative del Parlamento per modificare e inasprire determinate norme.

La precisazione sul lavoro dei giudici

Nel passaggio conclusivo dell’intervista, Edoardo introduce una distinzione importante. «Non bisogna neanche prendersela con la magistratura e con i giudici, perché loro applicano leggi vigenti. Lo fanno anche bene».

La critica viene quindi indirizzata al quadro normativo e al margine di discrezionalità che, a suo giudizio, esso lascia. «Non è che non esercitano il loro lavoro nella maniera corretta, sia chiaro questo», aggiunge.

La proposta dell’ospite è di restringere quelle che definisce le “maglie” delle norme, rendendo più incisiva la risposta ai reati e, nella sua lettura, aiutando anche il lavoro della magistratura.

Il diritto di muoversi senza paura

Edoardo lega questa richiesta alla vita quotidiana dei cittadini. Richiama il diritto di camminare per strada a qualsiasi ora senza temere aggressioni o scippi e respinge l’idea che una maggiore severità equivalga automaticamente a uno Stato di polizia.

«È solamente una regola civile», afferma, spiegando che l’obiettivo deve essere la protezione delle persone che rispettano le regole.

«È finita la pacchia» è la formula con cui sintetizza il messaggio che vorrebbe arrivasse a chi delinque. Una posizione netta, nella quale la sicurezza di Trieste viene ricondotta anche alle scelte che spettano al legislatore nazionale.

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