Confcommercio, per le categorie Parco del Mare volano di sviluppo e crescita
Opportunità di crescita produttiva, espansione occupazionale, avvio di start-up, attrazione di nuovi investimenti, per uno sviluppo trasversale a beneficio dell’intero territorio.
Questo quanto espresso all’unanimità dalle categorie economiche aderenti a Confcommercio che hanno voluto analizzare i riflessi che giungerebbero dalla realizzazione del Parco del Mare, progetto finalmente cantierabile e completo in ogni suo aspetto.
Un’infrastruttura, va evidenziato, resa possibile anche grazie al contributo delle imprese locali alle quali, per tale scopo, sono stati richiesti 17 Euro annui, per un totale di 119 Euro in sette anni e dei quali solo il 60% è stato accantonato a tale scopo.
Un Parco come detto, che, sotto diversi aspetti, aprirebbe nuove e non poche prospettive per diversi comparti produttivi, a cominciare da quello dell’ospitalità, come evidenzia il presidente della Federalberghi giuliana, Guerrino Lanci, in quanto destagionalizzerebbe i flussi turistici e sarebbe una preziosa cartina tornasole nella fidelizzazione dei visitatori che, grazie al Parco, avrebbero l’opportunità di affacciarsi sulle molte ed eterogenee peculiarità che offre la città.
Una visione condivisa anche da Roberto Cividin, presidente regionale della FIAVET, la federazione che raggruppa agenzie di viaggio e tour operator, che aggiunge come, il Parco, influenzerebbe anche le dinamiche di investimento degli altri stackholders del settore, con probabili ricadute positive pure per i collegamenti tra il resto del Paese ed una Trieste oggi in verità piuttosto isolata.
Inoltre, sempre per Cividin, non vanno dimenticate le ricadute positive che deriverebbero per PIL regionale ed occupazione, né la possibilità di rafforzare il brand Trieste sui mercati.
Da parte sua Andrea Oliva, massimo esponente regionale e provinciale degli agenti immobiliari della FIMAA, fa rilevare invece come, da sempre, le città con forti poli attrattori, siano oggetto di investimenti nel settore anche importanti, sia in termini di case vacanza che di uso residenziale, con evidenti benefici per il territorio. Una tendenza, questa, peraltro già in atto da tempo a Trieste e che il Parco contribuirebbe a rafforzare sensibilmente.
Diverse le considerazioni di Stefano Ogrisek, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, per il quale, tale investimento, non solo fungerebbe da collante tra le diverse eccellenze, di carattere culturale e scientifico, che il comprensorio locale ospita ed il mondo produttivo, ma pure si tradurrebbe in occasione di sviluppo di start up giovanili e green, anche ad alto livello di specializzazione.
Un concetto, quest’ultimo, ripreso anche dal vicepresidente di Confcommercio, Manlio Romanelli, per il quale un investimento, poderoso, come quello del Parco del Mare, metterebbe in moto un meccanismo virtuoso di nuove realtà imprenditoriali anche nel mondo dei servizi, specie tecnologici, di comunicazione e di promozione che beneficerebbero di numerose opportunità grazie a manifestazioni, eventi e iniziative correlati al Parco stesso.
Per Elena Pellaschiar e Federica Suban, rispettivamente referente del Gruppo Commercio e presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) del capoluogo giuliano, dall’insediamento della nuova realtà non mancherebbero di trarre giovamento anche attività prettamente commerciali ed esercenti in quanto, inevitabilmente, conclusa la visita alla struttura, buona parte dei visitatori, specie se fruibile un’adeguata disponibilità di parcheggi, già peraltro nei progetti del Comune, defluirebbe in altre zone della città.
Un progetto dunque, che le pur eterogenee componenti associative presenti in Confcommercio, considerano all’unisono spartiacque tra passato e futuro e tassello essenziale per il domani della città e delle sue imprese.
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