domenica 8 novembre 2026
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Cronaca

Carabinieri Tutela del Lavoro, a Monfalcone controlli nella ristorazione per sicurezza e igiene

Luca Marsi·
Nucleo Ispettorato Carabinieri del Lavoro con la collaborazione di militari della Compagnia Carabinieri di Monfalcone, nel corso di servizio volto alla prevenzione del lavoro sommerso, nonché a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ha svolto controlli nel settore della ristorazione nel territorio del monfalconese. L’attività ispettiva, di natura ordinaria e tecnica, è stata finalizzata alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di sicurezza, salute ed igiene sui luoghi di lavoro. L’esito dei controlli ha consentito di individuare lavoratori non registrati (in nero) e privi del permesso di soggiorno in Italia per motivi di lavoro, nonché inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, quali l’omessa formazione/informazione sulla sicurezza dei lavoratori. In particolare: nel Comune di Monfalcone (GO), nel corso di attività ispettiva effettuata presso un’attività di ristorazione sono stati individuati 3 lavoratori occupati irregolarmente “in nero”(di cui 1 di nazionalità Italiana e 2 di nazionalità bengalese) su 6 complessivamente occupati. Durante la verifica uno dei due cittadini stranieri risultava privo del permesso di soggiorno in Italia per lavoro subordinato e pertanto veniva sottoposto a fermo per l’identificazione in quanto sprovvisto di documenti. Mentre il cittadino italiano occupato irregolarmente in nero, che nei giorni precedenti aveva subito un infortunio sul lavoro non denunciato, presso il medesimo esercizio commerciale, risultava essere percettore di indennità di disoccupazione NASPI-INPS già percepita per oltre 5.000 euro e pertanto si provvedeva ad informare l’ente previdenziale per il recupero delle somme indebitamente percepite ed al deferimento dello stesso per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Complessivamente venivano contestate sanzioni amministrative e ammende per circa 30.000 euro, con l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per l’impiego di lavoratori irregolari “in nero”, nonché il deferimento del datore di lavoro per l’impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno in Italia per lavoro subordinato. Gorizia, 23 maggio 2023

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