Bora Bier Fest, Bertoli difende il contributo: «260 mila euro su un progetto da oltre 513 mila»
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«Io preferisco giudicare un’iniziativa dai risultati. E oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Magazzino 28 è vivo, le persone partecipano, le famiglie si divertono». Everest Bertoli replica alle dichiarazioni della consigliera Laura Famulari sul Bora Bier Fest, difendendo la manifestazione, il contributo comunale e le modalità organizzative.
Al centro della risposta ci sono i 260 mila euro di sostegno pubblico, che Bertoli invita a leggere all’interno di un progetto dall’investimento complessivo superiore a 513 mila euro. Costi e risultati, precisa, dovranno essere verificati attraverso la rendicontazione.
«Una manifestazione partecipata, ordinata e ben organizzata»
Bertoli contesta innanzitutto la rappresentazione dell’evento, che descrive come un appuntamento capace di coinvolgere generazioni e pubblici differenti.
«Basta venire al Magazzino 28 per rendersi conto del successo del Bora Bier Fest», afferma, parlando di una manifestazione «partecipata, ordinata e ben organizzata», frequentata da famiglie con bambini, giovani e adulti.
Richiama la presenza di una Baby Area, della musica, delle degustazioni di birra e delle proposte gastronomiche. Elementi che, nella sua valutazione, contribuiscono a creare occasioni di socialità.
Il richiamo alla cultura mitteleuropea
Nella replica, Bertoli respinge la definizione di «sagra di lusso», che attribuisce alla lettura critica dell’iniziativa.
Il Bora Bier Fest, sostiene, nasce per valorizzare il rapporto di Trieste con la Mitteleuropa, le sue tradizioni gastronomiche e la cultura della birra.
«Non è soltanto una festa, ma un’occasione per promuovere la città, attrarre visitatori e contribuire a rendere Porto Vecchio – Porto Vivo un luogo sempre più vissuto e frequentato», dichiara.
La manifestazione viene quindi presentata come parte dell’offerta turistica e culturale cittadina, oltre che come appuntamento di intrattenimento.
I 260 mila euro e la rendicontazione
Sul piano economico, Bertoli respinge l’idea che finanziare un evento gastronomico e di intrattenimento equivalga automaticamente a uno spreco.
Nella sua posizione, la tassa di soggiorno rappresenta anche uno strumento per sostenere l’attrattività della destinazione, ampliare l’offerta e offrire nuove ragioni per visitare Trieste.
«I 260 mila euro di contributo vanno letti nel contesto di un progetto che prevede un investimento complessivo di oltre 513 mila euro, non come il costo totale della manifestazione a carico del Comune», precisa.
Bertoli riferisce che la scelta è stata assunta attraverso gli strumenti del Regolamento comunale per le iniziative di grande impatto e sottolinea che gli atti sono pubblici e consultabili. Aggiunge che la verifica dei costi e dei risultati dovrà avvenire attraverso la rendicontazione prevista.
Il ruolo della Pro Loco e degli operatori privati
Un altro punto della risposta riguarda la struttura organizzativa. Bertoli indica nella Pro Loco Trieste il soggetto beneficiario del contributo e il riferimento associativo dell’iniziativa.
L’eventuale coinvolgimento di operatori specializzati nella realizzazione dell’evento, sostiene, non costituisce di per sé un’anomalia.
«Ciò che conta è che siano rispettate le regole, che le risorse siano utilizzate correttamente e che gli obiettivi dichiarati vengano raggiunti», afferma.
Quanto alle ricadute sull’economia locale, Bertoli considera la manifestazione un’opportunità per produttori, operatori, fornitori e attività del territorio, pur riconoscendo che sarà importante valutarne gli effetti anche sotto questo profilo.
Gli spazi del Porto Vecchio e le decisioni della Giunta
Bertoli difende inoltre l’utilizzo del Generali Convention Center e degli spazi del Porto Vecchio per una manifestazione aperta al pubblico.
Nella sua valutazione, le infrastrutture cittadine devono essere frequentate e valorizzate, nel rispetto delle convenzioni e delle regole.
Respinge anche le critiche sulle firme istituzionali, ricordando il carattere collegiale delle decisioni della Giunta. Il fatto che il sindaco abbia proposto la deliberazione e che lui abbia seguito alcuni aspetti istituzionali e promozionali, sostiene, rientra nel normale lavoro della squadra amministrativa.
«Disponibili a chiarire, ma non accetto questa polemica»
Nella conclusione, Bertoli ribadisce la disponibilità a discutere degli atti e delle risorse impiegate, ma contesta il tono del confronto politico.
«Una cosa non accetto: che si cerchi di trasformare un evento che sta dando un’immagine positiva della città nell’ennesima occasione per fare polemica politica», afferma.
La replica si chiude con una stoccata a Famulari, alla quale Bertoli rimprovera di non essere ancora andata a vedere personalmente la manifestazione.
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