Adozioni, Cabibbo (FI): giusto sostenere chi sceglie di diventare genitore

Accompagnare le famiglie che scelgono di intraprendere un percorso adottivo significa investire nel futuro dei minori e rafforzare il ruolo sociale delle istituzioni.
Alla luce di questa osservazione, Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, esprime il proprio sostegno alla proposta di legge 82, approvata a larga maggioranza dalla VI Commissione, che introduce misure di sostegno alla genitorialità attraverso percorsi di formazione e accompagnamento per chi aspira all’adozione nazionale.
Secondo Cabibbo “l’adozione è una scelta di grande responsabilità, un progetto di vita che coinvolge profondamente sia gli aspiranti genitori sia il minore. Chi intraprende questo cammino deve poter contare su un accompagnamento qualificato e continuativo. È giusto che la Regione faccia la propria parte, mettendo le famiglie nelle condizioni di affrontare il percorso con maggiore consapevolezza e senza sentirsi sole”.
Ancora il capogruppo azzurro: “La proposta interviene su una fase delicata: dopo la valutazione dei servizi competenti, molte coppie affrontano tempi di attesa lunghi e incerti senza un sostegno continuativo. Il provvedimento punta a estendere alle adozioni nazionali percorsi formativi già previsti per quelle internazionali, attraverso gli enti aderenti al Protocollo regionale e un contributo di mille euro per accedere alle attività di formazione e accompagnamento. Prepararsi all’adozione significa comprendere i bisogni del bambino, la sua storia e le difficoltà che possono emergere nella costruzione di un nuovo legame familiare. Non si tratta soltanto di aiutare una coppia a diventare mamma e papà, ma di creare le condizioni perché un minore possa trovare accoglienza, stabilità affettiva e un ambiente nel quale crescere”.
Per Cabibbo, il tema riguarda direttamente i diritti e il benessere dei minori, ma anche la responsabilità delle istituzioni. Garantire a un bambino la possibilità di crescere in un contesto familiare adeguato richiede competenze, attenzione e sostegno alle persone che scelgono di accoglierlo: “Le istituzioni non possono limitarsi a riconoscere il valore della famiglia in linea di principio: devono tradurre questo impegno in politiche concrete. È importante che i nuovi strumenti si integrino con il lavoro dei consultori e dei servizi pubblici, valorizzandone le competenze e assicurando un accompagnamento coerente”.
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